Il Tar respinge l'istanza cautelare presentata da Inc.SpA contro il rigetto della proposta di partenariato pubblico-privato (Ppp) da parte della Regione Piemonte e dell’Azienda ospedaliera "Santa Croce e Carle" di Cuneo.
Il consigliere comunale di minoranza Ugo Sturlese va all'attacco della maggioranza e della sindaca che a suo avviso avrebbe considerato “la sentenza un avallo alle scelte del Comune nell’iter per la realizzazione dell’opera”.
“Ma – continua Sturlese - si rifiuta di prendere atto che è stata la scelta della nuova sede a Confreria la causa prima dei ritardi nella realizzazione del nuovo Ospedale Unico a Cuneo, quando sarebbe sarebbe stato più logico e conveniente un intervento di completa riqualificazione strutturale con ampliamento del S. Croce”.
Una riflessione che rivendica nell'ordine del giorno la discussione a fine mese.
“Ma la maggioranza non vuole capirlo – rincara Sturlese - e si affida alle promesse della Regione Piemonte, che presenta grosse difficoltà di bilancio e nel contempo col nuovo Piano socio-santario prevede di realizzare 11 nuovi ospedali più 4 grandi ristrutturazioni dei quali otto dovrebbero accedere a finanziamenti Inail, che richiedono una progettazione a carico della Regione stessa.
Non sono previsti invece – conclude - tempi certi né impegni economici per i servizi territoriali e per la diagnosi precoce delle malattie. Viene sottovalutata l’importanza dei fattori determinanti della salute (disuguaglianze socio-economiche, compromissione dell’ambiente, basso livello di scolarizzazione)”.
Secondo Sturlese il nodo dei ritardi per il nuovo ospedale di Cuneo sarebbe dunque da ricercarsi nella scelta della sede di Confreria.
Ma, tra le cause dei rallentamenti sulla realizzazione dell'opera non si può far a meno di considerare il peso della vicenda giudiziaria. Di fatto, il ricorso al Tar ne bloccò l'iter. Dall'impugnazione di Inc contro la decisione di rigetto da parte della Regione del suo progetto, motivata dall'analisi dell'advisor Bocconi, secondo cui risultava economicamente troppo oneroso rispetto all’alternativa con fondi pubblici Inail, fino alla richiesta di risarcimento pari a 10 milioni di euro hanno paralizzato qualunque avanzamento.
A questo punto, l'unica certezza è che la fine lavori prevista per il 2032-2033 continuerà a slittare, tanto più se Inc decidesse di ricorrere al Consiglio di Stato.





