Il capolavoro novecentesco di Italo Svevo arriva al Teatro Toselli di Cuneo venerdì 30 gennaio alle ore 21. Alessandro Haber veste i panni di Zeno Cosini nell'adattamento teatrale firmato da Paolo Valerio, che porta in scena il romanzo a oltre cent'anni dalla sua pubblicazione, confermandone la straordinaria attualità.
Lo spettacolo, che si inserisce nel cartellone di Piemonte dal Vivo, è frutto della produzione del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con Goldenart Production. Attualmente figura tra i titoli più applauditi del panorama teatrale italiano, ripreso per la terza stagione consecutiva dopo il grande successo di pubblico e critica.
L'adattamento di Monica Codena e Paolo Valerio valorizza la forza narrativa dell'opera sveviana, restituendone la complessità psicologica e l'umorismo sottile attraverso un intreccio di parola, movimento, musica e immagini. Le scene e i costumi di Marta Crisolini Malatesta completano un allestimento che esplora il viaggio ironico e profondo nell'inettitudine, nella fragilità e nelle contraddizioni dell'uomo contemporaneo.
La regia di Valerio costruisce una doppia dimensione del protagonista, sdoppiando Zeno tra il narratore interpretato da Haber e l'uomo che si racconta attraverso il corpo di un altro attore. Questa scelta registica permette di esplorare la natura contraddittoria del personaggio, la sua inettitudine e quella "originalità della vita" che attraversa tutto il romanzo. Haber dà vita a un Zeno carismatico e profondamente umano, capace di coniugare ironia e intensa profondità emotiva.
Accanto al protagonista, un cast di nove attori compone il mosaico dei personaggi che abitano la Trieste di Zeno: Alberto Fasoli, Valentina Violo, Stefano Scandaletti, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati, Francesco Godina, Caterina Benevoli, Stefania Ugomari di Blas, Chiara Pellegrin e Giovanni Schiavo animano l'universo affettivo e sociale del protagonista, dalla moglie Augusta agli altri personaggi che ne hanno segnato l'esistenza.
Come sottolinea il regista Paolo Valerio nelle sue note, lo spettacolo privilegia fortemente la dimensione narrativa, racchiudendo alcune delle pagine più straordinarie e indimenticabili del romanzo. La messinscena cerca di restituire la dimensione surreale, ironica e talvolta bugiarda di Zeno, immersa nell'atmosfera della sua Trieste, rendendo con forza la dialettica tra esterno e interno nella spietata analisi che il protagonista fa della propria esistenza.
Il viaggio nelle fragilità e contraddizioni dell'uomo contemporaneo si conferma di stringente attualità, offrendo al pubblico una riflessione sul "mal di vivere" che attraversa la coscienza moderna. Lo spettacolo si fa così portavoce di quella "enorme costruzione priva di scopo" che è l'esistenza, ma che Zeno, con il suo sguardo disincantato, definisce semplicemente "originale".





