Al Direttore - 22 gennaio 2026, 08:15

Cuneo–Saluzzo–Savigliano, una ferrovia che fatica a ripartire

A un anno dalla riapertura, quasi quotidianamente si deve convivere con soppressioni, disagi e fiducia ancora da riconquistare

Il tabellone orari alla stazione di Cuneo con la soppressione della corsa verso Savigliano

Il tabellone orari alla stazione di Cuneo con la soppressione della corsa verso Savigliano

Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Direttore,

a circa un anno dalla riapertura della linea ferroviaria Cuneo–Saluzzo–Savigliano, credo sia legittimo fermarsi a riflettere su come stia funzionando un servizio che, nelle intenzioni, dovrebbe riportare le persone a scegliere il treno.

Chi lo utilizza con una certa regolarità sa che persistono diverse criticità tra cui: problemi infrastrutturali mai del tutto risolti, sia nelle stazioni sia ai passaggi a livello e soppressioni dei treni che continuano a verificarsi. Solo in questa settimana i treni del mattino sono stati soppressi già tre volte, e siamo appena a giovedì. Di fronte a una situazione simile, viene naturale chiedersi il perché.

È vero che in caso di soppressione viene sempre attivato un pullman sostitutivo, generalmente puntuale e organizzato. Tuttavia il trasporto su gomma richiede più tempo e questo si traduce in disagi concreti per chi utilizza il servizio per lavoro o studio. Chi, ad esempio, parte da Busca per raggiungere Savigliano e proseguire poi verso Torino rischia di arrivare in ritardo, trovando la coincidenza già partita o dovendo affrontare tempistiche di trasferimento estremamente strette.

Si dice spesso che “il treno è ancora poco utilizzato”. È vero, ma non sorprende. Una ferrovia riaperta da poco ha bisogno di tempo per ricostruire fiducia e abitudini. Proprio per questo, continuità e affidabilità dovrebbero costituire la base del servizio. Se l’obiettivo è portare sempre più persone a scegliere il treno, questo non sembra il modo migliore per farlo.

Il trasporto pubblico locale può essere una risposta concreta ai problemi di mobilità solo se è percepito come sicuro, garantito ed affidabile. In caso contrario, il rischio è quello di allontanare anche chi vorrebbe continuare a crederci.

Lettera firmata (Uno di quelli che crede ancora nel trasporto pubblico)

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