Nel mercato immobiliare della provincia di Cuneo non sta accadendo nulla di clamoroso.
Ed è proprio questo il punto.
Non c’è un crollo improvviso, non c’è un boom euforico. C’è una pressione costante, lenta, quasi invisibile, che sposta gli equilibri poco alla volta. E in questo scenario, a cambiare davvero, è il ruolo di chi vende.
Oggi le case in vendita sono tante. Gli acquirenti hanno tempo, alternative, margine di trattativa.
La domanda cruciale non è più se il mercato si muove, ma chi difende il valore del venditore.
«Quando l’offerta cresce e la scelta aumenta, il rischio è che il proprietario inizi a inseguire il mercato. E quando lo insegui, quasi sempre perdi valore», racconta Alberto Brignone, agente immobiliare specializzato in Open House e titolare dello Studio Immobiliare Brignone.

Il mercato di provincia: si muove, ma senza strappi
Il mercato immobiliare di provincia non è fermo.
Ma nemmeno regala crescite importanti.
Negli ultimi anni si è mosso per piccoli rimbalzi, spesso come recupero rispetto a cali precedenti. Una crescita lenta, prudente, che non consente errori.
«Qui ogni prezzo va difeso centimetro per centimetro. Non esistono accelerazioni improvvise che sistemano gli errori», spiega Brignone.
«Se sbagli l’ingresso sul mercato, poi lo paghi per mesi.»
Case sfitte: il grande elefante nella stanza
C’è un dato che pesa più di tutti.
In provincia di Cuneo una casa su quattro è disabitata.
Solo nel Comune di Cuneo si stimano circa 6.500 abitazioni vuote. Oggi gli immobili realmente in vendita sono circa 800: tanti, ma ancora gestibili.
Il problema non è l’oggi. È il domani.
«Basta una norma sulle case non abitate, un aumento dell’IMU, un cambiamento fiscale, e improvvisamente una parte di quegli immobili finisce sul mercato», osserva Brignone.
Facciamo un’ipotesi realistica: solo il 10% di quelle case sfitte viene messo in vendita.
Significa quasi raddoppiare l’offerta in pochissimo tempo.
«In questi casi i prezzi non crollano in un giorno. Iniziano a scendere piano, trattativa dopo trattativa. Ed è lì che il venditore, per stanchezza, accetta ribassi che non aveva mai messo in conto.»
A quel punto le scelte sono due: subire il mercato oppure difendersi dal mercato.

Cercare un metodo nuovo, senza aggressività
È da questa esigenza che nasce la ricerca di un sistema diverso.
Non aggressivo. Non urlato. Ma strategico e rispettoso.
Brignone inizia questo lavoro nel 2007, uno dei periodi meno semplici per il settore immobiliare.
«Ho iniziato in un momento complicato. Forse proprio per questo ho imparato presto che non basta mettere un cartello per vendere bene».
La scintilla arriva oltre cinque anni fa, quasi per caso, durante il viaggio di nozze.
Sulla spiaggia, un libro di un collega bolognese che raccontava l’Open House in modo completamente diverso da quello che molti immaginano.
«Quel libro mi ha cambiato il modo di vedere il mio lavoro.»
All’inizio anche Brignone pensa all’Open House “all’americana”, quella dei film: cartello fuori, gente che entra ed esce.
In realtà dietro c’era un metodo preciso, strutturato, replicabile.
La curiosità diventa studio. Brignone va a Bologna, partecipa agli Open House, osserva, fa domande.
«Li ho visti funzionare con i miei occhi. E lì ho capito che il problema non era il metodo. Era portarlo a Cuneo.»
“Qui non siamo a Milano”: mesi di porte chiuse
Il rientro non è semplice.
Per mesi Brignone prova a spiegare, a proporre, a chiedere fiducia ai proprietari.
Le risposte sono sempre le stesse:
“Qui non siamo in America.”
“Qui non siamo a Milano.”
“Abbiamo sempre venduto così.”
«A un certo punto ero vicino a mollare. L’idea era forte, ma mancava qualcuno disposto a provarci.»
L’occasione arriva quando meno te l’aspetti: un appartamento ereditato in Cuneo alta, tre proprietari, una frase semplice:
“Alberto, provaci.”

Il primo Open House e la svolta
Quel primo Open House è artigianale.
L’idea è chiara, il processo ancora in costruzione.
Il risultato, però, parla da solo: due proposte d’acquisto e una vendita al prezzo richiesto.
«In quel momento ho capito che non era fortuna. Era una strada concreta.»
Da lì Brignone non si ferma più. Ogni Open House diventa un laboratorio: cosa migliorare, come preparare meglio il mercato, come difendere il valore senza rincorrerlo.
Il mercato nel frattempo cambia, sale, scende, si trasforma.
Il metodo resta.
Numeri che contano, per chi vende
Nel tempo arrivano anche i risultati:
- Vendita media in meno di 60 giorni
- Sconto medio inferiore al 3%, contro una media nazionale che supera l’11%
- In diversi casi, vendite sopra il prezzo richiesto
«Su un immobile da 200.000 euro significa mettere in tasca al proprietario fino a 16.000 euro in più rispetto a una vendita tradizionale», spiega Brignone.

L’Open House non fa miracoli. Fa chiarezza.
Un punto resta fondamentale: l’Open House non è per tutte le case.
«Il prezzo deve essere corretto. L’Open House non fa miracoli, ma con il prezzo giusto crea una sana concorrenza tra gli acquirenti».
È questa concorrenza controllata che permette di difendere il valore in un mercato dominato dall’offerta.
Un lavoro di squadra, con le persone giuste
Lo Studio Immobiliare Brignone lavora con un team essenziale:
Alberto, Isabella Baudino , che segue la preparazione strategica degli Open House e il coordinamento operativo del lavoro con venditori e acquirenti — e una presenza ormai simbolica, Sophie, il cane, diventata parte dell’identità dello studio.
Attorno a loro, una rete di professionisti: tecnico, fotografa, videomaker, consulente del credito, certificatore energetico. Tutto integrato nel mandato.
«Non mi interessa vendere in fretta per fare l’affare dell’amico di turno. Mi interessa tutelare il prezzo reale della casa.»
Uno sguardo avanti
In un mercato dove l’offerta cresce e le scelte aumentano, vendere bene è un atto di difesa.
Difesa del valore, del tempo, delle decisioni di una vita.
Chi vuole approfondire può trovare contenuti, testimonianze e approfondimenti sui miei canali social e sul canale YouTube, dove parlo ogni giorno solo ai venditori di casa.
Perché il mercato passa.
Il metodo resta.
Per maggiori informazioni:
- Telefono: 333 213 6888
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