Attualità - 26 gennaio 2026, 11:27

Borgo San Dalmazzo: alla “Marcia dei Lumini” hanno partecipato tanti cittadini, per non dimenticare

Tra le autorità, in rappresentanza della Provincia, la consigliera Stefania D’Ulisse che ha detto: “La memoria serve se diventa impegno quotidiano contro l’odio, l’indifferenza, il razzismo in tutte le loro forme”

Nella serata di domenica 25 gennaio numerose autorità e tanti cittadini hanno partecipato alla “Marcia dei Lumini” per ricordare le deportazioni che tra il novembre 1943 e il febbraio 1944 condussero 357 ebrei, italiani e stranieri, dalla cittadina di Borgo San Dalmazzo al campo di sterminio di Auschwitz. Il lungo corteo è partito da piazza don Raimondo Viale per poi ripercorrere il tragitto che portò gli ebrei dal campo di “raccolta” alla Stazione ferroviaria, ora sede del Memoriale e del vicino percorso museale MEMO4345. I lumini, simbolo di impegno alla memoria e di speranza per un presente di pace, sono stati deposti davanti ai vagoni merci su cui, oltre 80 anni fa, vennero caricate le persone per quel tragico ultimo viaggio. Le ragazze e i ragazzi dell’Istituto Comprensivo borgarino hanno scandito i nomi dei deportati in un toccante momento di ricordo.

Il procuratore generale militare Marco De Paolis, tra i maggiori esperti italiani in materia giuridica di crimini di guerra del secondo conflitto mondiale, attraverso una profonda riflessione ha ricordato le parole del compianto David Sassoli: “Ci vuole memoria, ma anche udito. Sì, la memoria deve allenare l’udito per ascoltare i segni dei tempi, per cogliere quelle onde grandi e piccole che si muovono nel fondo delle nostre società e che emergendo possono provocare nuove tempeste”.

La sindaca di Borgo San Dalmazzo, Roberta Robbione, ha detto: “Questa serata ci invita tutti a portare nel cuore i “nostri” ebrei. Ci invita ad essere donne e uomini di pace lottando contro qualsiasi fascismo e decidendo da che parte stare, anche quando può essere scomodo. Ma la parte della libertà è sempre una parte scomoda e lottare per la democrazia è un nostro dovere sempre”.

Alla cerimonia ha partecipato, in rappresentanza della Provincia, la consigliera Stefania D’Ulisse che ha sottolineato: “Camminare insieme, in silenzio, con una luce accesa tra le mani, significa scegliere di non dimenticare. Significa ricordare gli uomini, le donne e i bambini ebrei che da questo luogo passarono, privati della libertà, della dignità e infine della vita, deportati nei campi di sterminio, ad Auschwitz e altrove”.

E ancora: “Borgo San Dalmazzo è un luogo che parla alla coscienza di tutti noi. Qui la storia non è un capitolo lontano: è una ferita che interroga il presente. Ricordare oggi non è solo un dovere verso le vittime, ma una responsabilità verso il futuro. La memoria non serve se resta immobile. Serve se diventa impegno quotidiano contro l’odio, l’indifferenza, il razzismo in tutte le loro forme. Serve se ci insegna a riconoscere i segnali, a difendere i diritti umani, a scegliere da che parte state”.

Infine: “Un ringraziamento sincero va alla di sindaca, Roberta Robbione, all’assessora alla Cultura, Michela Galvagno, e a chi ha reso possibile questa iniziativa e a tutti coloro che, anno dopo anno, tengono viva la memoria attraverso gesti concreti, studio, testimonianza e partecipazione. Un grazie particolare alle giovani generazioni: la memoria è nelle vostre mani, e il vostro sguardo è essenziale perché ciò che è accaduto non si ripeta mai più”.

s.pe.

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