La Biblioteca civica di Cuneo ha ricevuto un bel regalo di Natale e ora vanta un nuovo acquisto: un volume manoscritto completo dal titolo “Cronaca della Città di Cuneo dal principio della sua fondazione sino all'anno del Signore 1557”. Si tratta di un dono del cittadino Gianfranco Somà, che ha trovato, per sua somma sorpresa, il tomo in uno scatolone di carte e libri, acquistato "al buio" (senza conoscerne il contenuto) qualche anno prima in un mercatino delle pulci.
Il manoscritto, databile al 1615 (come da glossa a pagina 14) e compilato in italiano con scrittura corsiva da autore sconosciuto, presenta una legatura ottocentesca in percallina con tassello cartaceo manoscritto al dorso. Ma la parte più interessante si trova all'interno, sul frontespizio, che reca un'annotazione manoscritta: "Prezioso ricordo del Sig. Capitano Pepino di Roccavione dal quale lo ricevetti per conservarlo come amante delle cose patrie. Cuneo 20 Settembre 1856 Quaglia Giuseppe da Cuneo".
[Il frontespizio del manoscritto]
Quaglia era il nome del notaio, nonché amministratore della città di Cuneo nell'800. Oltre alle cariche illustri, il notaio era "amante delle cose patrie" e si impegnò a far restaurare alcune pagine del tomo con rinforzi cartacei ai bordi, facendolo anche rilegare nel 1856 con piatti rigidi in percallina marrone, aggiungendo la pagina di frontespizio, oltre a quattro pagine dove sono elencate le nobili famiglie di Cuneo al 1526.
Il libro è diviso in tre parti: la prima che racconta le cronache cuneesi fino all'anno 1382, la seconda che si ferma all'anno 1472 e l'ultima prosegue la narrazione fino all'anno 1557. Il tomo, manoscritto con inchiostro bruno, riporta su alcune pagine delle glosse di riferimento al testo e diversi timbri "QUAGLIA" ai margini delle pagine.
Interessante è la glossa alla pagina 111, che inizia così: “Memoria della felice Vittoria avuta nell’anno 1557 contro francesi aiutando il sommo Iddio a Cuneo”. Qui Quaglia annota a mano: “Relazione pubblicata da Carlo Promis nell’Appendice dell’Archivio Storico Italiano Vol 2°”. Quindi, si deduce che le prime 122 pagine numerate contengono il manoscritto donato il 20 settembre 1856 dal Capitano Pepino di Roccavione a Giuseppe Quaglia.
Inoltre, Quaglia allegò anche tre documenti storici, forniti sicuramente dal capitano Pepino Roccavione: un "biglietto" di Carlo Emanuele I per il pagamento di “scudi ottanta d’oro nelle mani del dilett.mo Tomaso Pipino” firmato da Lasbianca, Rettore della Camera dei Conti a Torino 1590 con bollo in ceralacca, un frammento di pagina dove i sindaci di Roccavione attestano, richiamando gli ordini delle lettere del 22 dicembre 1580, che “in virtù di detto ordine si è disfatto il castello di Roccavione”, nonché un documento non datato in cui si chiede il pagamento di “ottanta scudi d’oro a Tomaso Pepino rettore della fabbrica per la fornitura di sei legni lunghi per la fabbrica del ponte sul Ges tra Roccavione e Borgo S.Dalmazzo”.
[Il "biglietto" di Carlo Emanuele I]
Alla scoperta di tale "tesoro" nello scatolone del rigattiere, Gianfranco Somà ha deciso di non goderne in solitudine, ma di donarlo a una biblioteca pubblica. Così è venuto in contatto con la direttrice della Biblioteca Civica di Cuneo, Stefania Chiavero, che ha accolto con entusiasmo la donazione, avvenuta il 5 dicembre 2025, e ha provveduto a inserire il volume nei vigenti repertori, insieme ad altri volumi a stampa del prof. Giovanni Cossavella.
Un ritrovamento fortuito si è trasformato in un atto di generosità verso la comunità: il manoscritto è ora consultabile presso la Biblioteca Civica di Cuneo, pronto a raccontare ancora una volta – dopo oltre quattro secoli – le vicende della città e dei suoi abitanti.





