Attualità - 27 gennaio 2026, 15:22

Confcommercio provincia di Cuneo chiede un tavolo permanente per arginare la desertificazione commerciale

Coinvolgendo Comuni e Provincia. E' uno dei punti sui quali concentrerà la sua azione nel corso del 2026 e nei prossimi anni

Confcommercio provincia di Cuneo è una delle più importanti d'Italia, per dimensioni e organizzazione. 

Nove sedi, più di 400 dipendenti e una presenza politica e istituzionale che rende l'associazione un interlocutore imprescindibile a tutti i livelli. 

Senza contare la rappresentanza in tantissime categorie, dagli ambulanti agli ottici, il ruolo svolto nel sistema di welfare, con iniziative di sostegno al reddito, la formazione, l'agenzia per i servizi al lavoro Granda lavoro, Confirete, intermediario finanziario, i servizi alla persona e la presenza forte nel settore del Turismo e dell'Ospitalità. 

Una realtà trasversale e variegata, al passo con i tempi ma comunque chiamata a fare i conti con un presente in continua evoluzione, sempre più difficile da interpretare. 

Confcommercio non può farlo da sola, ma con altri soggetti con i quali deve lavorare di concerto. 

Il piano strategico pluriennale, a sostegno delle imprese del territorio, è stato oggetto di una conferenza stampa nella quale il presidente Danilo Rinaudo e il segretario Luigi Barbero hanno spiegato, operativamente, come intendono realizzare i tanti progetti in cantiere. 

Un piano che si articola in diverse misure, a partire dai tavoli permanenti dedicati a bandi e contributi, welfare territoriale, enti bilaterali, agenzie formative, distretti del commercio, oltre momenti di confronto con chi gestisce le buste paga e gli aspetti di contabilità e fisco. Per poter, così, dare risposte più tempestive e di qualità alle imprese associate. 

Previsto anche un intenso calendario di incontri e confronto con Regione, Camera di Commercio, istituti di credito, Questura, gestori energetici, mondo della scuola, categorie provinciali, in un'ottica dialogo e condivisione. 

Fondamentale, come ha spiegato Barbero, il confronto costante con gli enti locali. 

L'idea è quella di creare un tavolo permanente con Provincia, Comuni più grandi e unioni dei Comuni per affrontare temi quali i regolamenti comunali sul commercio, l'accessibilità, la mobilità e i parcheggi, il contrasto alla desertificazione commerciale, la fiscalità locale, la grande distribuzione e i mercati. 

Cosa possono fare i Comuni per sostenere il commercio nelle città, presidio di sicurezza e vita stessa dei quartieri? 

Una sfida di cui il direttivo di Confcommercio conosce la portata e le difficoltà ma che, come ha sottolineato il presidente Rinaudo, va affrontato con ottimismo e determinazione. 

Proprio a questo scopo, a livello nazionale Confcommercio ha lanciato un grande progetto: Cities, che punta al rilancio del Paese a partire dalle città e nel quale l'associazione rivendica un ruolo strategico. 

Tra le finalità dichiarate, quella di indirizzare le politiche urbane e territoriali a moltiplicare le iniziative di sviluppo delle economie di prossimità, per contrastare la desertificazione commerciale attraverso una nuova visione delle città. 

In questa visione non può mancare il recupero dei negozi sfitti e degli immobili urbani dismessi, con il coinvolgimento delle amministrazioni, ma anche dei cittadini e degli imprenditori. 

Confcommercio, tra i tanti progetti per questo anno appena iniziato, punta anche a rafforzare l'identità e il valore associativo. "Questo piano pluriennale - hanno concluso Rinaudo e Barbero- rappresenta un impegno concreto per accompagnare le imprese in una fase complessa, rafforzando rappresentanza, servizi e capacità di incidere sulle politiche territoriali". 

Barbara Simonelli

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