Attualità - 27 gennaio 2026, 10:05

Cuneo-Ventimiglia, 23 anni fa lo scontro dei treni che costò la vita a due ferrovieri: quando la memoria è dovere quotidiano

Il 27 gennaio 2003 alle 11 un regionale italiano impattò frontalmente con un convoglio francese nella galleria Biogna. A perdere la vita furono i due macchinisti, il cuneese Giuseppe Bessone e Attilio Bandiera, capotreno del Deposito Personale Viaggiante di Ventimiglia

La targa commemorativa presso la stazione di Saint-Dalmas-de-Tende che ricorda i due ferrovieri morti

La targa commemorativa presso la stazione di Saint-Dalmas-de-Tende che ricorda i due ferrovieri morti

Il calendario oggi segna il 27 gennaio 2026. È il Giorno della Memoria, la data dedicata al ricordo delle grandi tragedie del Novecento, ma per la valle Roya e per le comunità tra il Cuneese e il Ponente ligure questo giorno porta con sé anche un altro dolore, più vicino nel tempo e nel cuore, ma altrettanto forte: l’anniversario dell’incidente ferroviario avvenuto il 27 gennaio 2003 sulla linea Cuneo-Ventimiglia, nella galleria Biogna, tra Saint-Dalmas-de-Tende e Fontan-Saorge. Una tragedia che costò la vita a due ferrovieri italiani.

Sono passati ventitre anni, ma il ricordo di quella mattina d’inverno resta vivo. Ogni volta che un treno percorre quel tratto di linea, il pensiero torna a quanto accadde intorno alle 11, in una giornata che sembrava come tante altre. Un treno regionale Trenitalia, partito da Cuneo e diretto ad Arma di Taggia, viaggiava con circa duecento passeggeri a bordo. Tra loro c’erano anche studenti torinesi in gita scolastica. Dopo una breve sosta al segnale della stazione di Saint-Dalmas-de-Tende, il convoglio entrò nella galleria Biogna.

Dall’altro lato del tunnel avanzava lentamente un treno regionale francese della SNCF, partito da Nizza e diretto a Tende. I due treni si scontrarono frontalmente circa 900 metri dopo l’ingresso sud della galleria, in un punto in curva e in pendenza. L’impatto fu tremendo: il treno italiano viaggiava a circa 70 chilometri orari, quello francese a poco più di 20. Il boato fu assordante, attutito solo dalle pareti della galleria, mentre le cabine di guida andarono completamente distrutte.

A perdere la vita furono Giuseppe Bessone e Attilio Bandiera. Bessone aveva 52 anni, era macchinista del Deposito Locomotive di Cuneo e viveva a Villanova Mondovì. Era padre di due figli, uno di 22 anni e una bambina di 9, ed era alla guida del treno italiano. Attilio Bandiera, 34 anni, era capotreno del Deposito Personale Viaggiante di Ventimiglia e stava per concludere il suo turno di lavoro. Morirono entrambi sul colpo, intrappolati tra le lamiere accartocciate nella galleria.

Il bilancio fu pesante anche per i passeggeri: quattro feriti gravi, trasportati negli ospedali di Nizza e Antibes, e decine di feriti lievi. Gli studenti torinesi rimasero miracolosamente illesi.

Le indagini chiarirono rapidamente la causa dell’incidente. Si trattò di un errore umano. Il dirigente del comando centralizzato francese di Breil, per gestire un ritardo del treno SNCF e modificare l’incrocio previsto, escluse manualmente un sistema di sicurezza, il blocco conta-assi. Questo permise al treno italiano di entrare in un tratto di linea già occupato. Un gesto tecnico durato pochi istanti, che aprì la strada alla tragedia. 

Lo stesso dirigente ammise l’errore subito dopo l’incidente. La magistratura confermò le responsabilità e una commissione d’inchiesta chiese regole più rigide e meno possibilità di disattivare manualmente i sistemi di sicurezza sulle linee a binario unico.

Negli anni successivi non ci furono interventi immediati direttamente legati a quell’incidente sulla linea Cuneo-Ventimiglia, ma l’attenzione sulla sicurezza restò alta. Con il tempo sono stati installati sensori antifrana e avviati studi e progetti transfrontalieri, anche grazie ai finanziamenti del programma INTERREG ALCOTRA. 

È cresciuta la collaborazione tra SNCF Réseau e RFI per ridurre i rischi e migliorare il servizio. Tuttavia, ancora oggi la linea mostra tutta la sua fragilità: corse ridotte, limiti di velocità molto bassi sul tratto francese e una velocità media complessiva tra Cuneo e Ventimiglia che si aggira intorno ai 38-40 chilometri orari.

Nella stazione di Saint-Dalmas-de-Tende una targa commemorativa, voluta dalle sezioni CGIL di Cuneo e Ventimiglia insieme alla CGT delle Alpi Marittime, ricorda Giuseppe Bessone e Attilio Bandiera. Una targa semplice, ma carica di significato.

Oggi, nel Giorno della Memoria, quel segno assume un valore ancora più forte. Ricordare questa tragedia insieme alle altre grandi pagine della storia non significa confondere eventi diversi, ma affermare che la memoria è un dovere quotidiano. 

Un dovere verso le comunità, le famiglie e i lavoratori che, come quel 27 gennaio di ventitré anni fa, non sono più tornati a casa.



 

Cesare Mandrile

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