Scuole e corsi - 27 gennaio 2026, 13:00

Quando l’impresa incontra la formazione: il modello Brovind contro il mismatch scuola-lavoro

I ragazzi dell’Istituto Professionale Cillario di Cortemilia avranno accesso al nuovo laboratorio tecnologicamente avanzato di Brovind, nel quale potranno fare pratica e imparare le dinamiche aziendali

Quando l’impresa incontra la formazione: il modello Brovind contro il mismatch scuola-lavoro

Nel mondo del lavoro, l’incontro tra domanda e offerta è sempre più complesso: solo nel 2025, dei 4,4 milioni di assunzioni programmate, oltre la metà delle figure professionali ricercate è risultato introvabile. Il 47% riguarda i diplomati, il 50,9% riguarda i laureati e il 57,3% i diplomati ITS. I dati emersi dalla rilevazione Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro delineano una situazione allarmante per la crescita economica delle Pmi nazionali.

I laureati in chimica e farmaceutica sono i più introvabili (difficoltà di reperimento del 72,4%); seguono l'indirizzo sanitario e paramedico (70,8%) e medico-odontoiatrico (67,2%). Sono oltre 67 mila i diplomati ITS difficili da reperire; in particolare, 94,2% in ambito sostenibilità energetica ed economia circolare, 87,7% efficienza energetica. Mancano, inoltre, 634 mila diplomati, soprattutto negli indirizzi tecnici: costruzioni, ambiente e territorio (66,4%), meccanica, meccatronica ed energia (65,8%), elettronica ed elettrotecnica (60,9%), informatica e telecomunicazioni (58,8%).

La mancanza di personale qualificato, per un’azienda, si traduce in un freno al suo sviluppo, in un contesto produttivo sempre più competitivo e incerto. “Impazzire per trovare lavoratori è un lusso che il nostro Paese non può permettersi. Per questo è cruciale avvicinare scuola e impresa: i giovani devono sperimentare concretamente e con costanza cosa significhi lavorare in un’azienda. Spesso entrano nel mondo del lavoro completamente spaesati e impreparati”, spiega Paola Veglio, AD di Brovind, realtà leader nel settore dell’automazione industriale.

Il mismatch scuola lavoro per la nostra azienda è ulteriormente amplificato dal fatto che operiamo in un piccolo borgo, Cortemilia, che si sta spopolando, perché è difficile da raggiungere e i servizi offerti dal territorio sono poco competitivi rispetto ai centri urbani. Come azienda, sosteniamo chi vuole restare. I nostri dipendenti sono per lo più persone del posto e incentiviamo l’ingresso in azienda dei giovani del luogo. Creare valore diventa indispensabile per tenere viva la comunità; in cambio riceviamo impegno e partecipazione, fondamentali per continuare a fare meglio e guardare con ottimismo al futuro” racconta Paola Veglio.

L’azienda, da tempo, cerca di attrarre i giovani, impegnando tempo e risorse per formarli e offrire loro una professione qualificata. Proprio a partire da gennaio 2026, Brovind ospita nel laboratorio del nuovo stabilimento di Cortemilia - un ex polo industriale dismesso di 13.000 mq interamente riqualificato - gli studenti che frequentano gli ultimi anni dell’Istituto Professionale Piera Cillario Ferrero - sezione Industria e Artigianato per il Made in Italy.

Qui, i ragazzi, settimanalmente e per tutto l’anno scolastico, possono fare lezione, utilizzare le dotazioni tecnologiche, interfacciarsi con gli ingegneri tecnici di Brovind, accedere ai locali aziendali su richiesta, sotto la supervisione e il supporto dei docenti. Un’esperienza che consente di acquisire competenze pratiche e tecniche, familiarità con i processi produttivi e una maggiore consapevolezza delle proprie scelte professionali future.

Spesso si ha una visione errata di cosa significhi lavorare in un’azienda metalmeccanica. Tecnologia, strategia e progettazione fanno parte di moltissime mansioni della nostra realtà. Si tratta di un’iniziativa che va oltre l’alternanza scuola lavoro, è un progetto unico nel suo genere e i ragazzi più meritevoli, finiti gli studi, potranno trovare lavoro in azienda. Credo molto in questo progetto, che abbiamo portato avanti senza usufruire di alcun finanziamento pubblico, grazie al quale gli studenti possono capire come lavoriamo e cosa facciamo realmente. Iniziative come questa sono importanti, sia per tenere viva la comunità, sia per ridurre il mismatch tra mondo del lavoro e formazione, e offrono occasioni di crescita professionale per i giovani del territorio”, conclude Paola Veglio.

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