Politica - 29 gennaio 2026, 13:36

Parcheggi del Movicentro a Cuneo, il Comune si affida a un organo tecnico statale per evitare un pesante contenzioso

L’assessore Pellegrino in V Commissione: “Facciamo verificare al Nars il riequilibrio economico-finanziario per tutelare l’interesse pubblico"

Immagine di repertorio

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Dal primo gennaio Sipac poteva aumentare le tariffe dei parcheggi nell'area dell'ospedale, ma per ora non lo ha fatto. E' in attesa di una nostra risposta”. Ha esordito così l'assessore alla Mobilità di Cuneo Luca Pellegrino nella V Commissione consiliare di ieri sera convocata per affrontare l'annosa questione legata alla gestione degli stalli blu in capo alla società.

La concessione originaria (Project Financing) prevedeva la gestione del silos (550-577 posti) fino al 2041 e di 908 posti in superficie per 20 anni (fino al 2031). La società avrebbe dovuto vendere 117 posti auto privati all'interno del multipiano per incassare circa 1,1 milioni di euro nel primo anno. Da qui la richiesta di riequilibrio avanzata da Sipac.

Ma se fino all'ultima seduta prima di Natale ci si era lasciati di fronte a un bivio per cui l'Amministrazione si trovava a dover scegliere se accettare la proposta oppure affrontare un contenzioso legale, che potrebbe costare oltre 2,4 milioni di euro alle casse comunali, ora è stata presentata una terza possibilità.

La situazione è molto articolata e intricata – ha proseguito Pellegrino - . In questo mese gli uffici hanno continuato a lavorare e abbiamo chiesto un secondo parere legale all’avvocato Lezzi dello studio Osborne Clarke di Milano.

Ci ha chiarito che il disequilibrio deve essere dimostrato dal concessionario. Dovrà, quindi, documentare, il disequilibrio di 1,2 milioni che dichiara deriverebbe dal fatto che il Comune non ha dato diritto di superficie perché Ferrovie che doveva trasferirglielo non lo ha fatto”.

Il disequilibrio con relativo piano quindi deve essere presentato da Sipac. Esiste però un organo, creato nel 2018, a cui l'Amministrazione Comunale ha scoperto potersi rivolgere per una valutazione del contratto di concessione: il Nars (Nucleo di consulenza per l'Attuazione delle linee guida sulla Regolazione dei Servizi di pubblica utilità), un organo tecnico che opera in stretta collaborazione con il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel contesto dei contratti pubblici, il Nars svolge un ruolo specifico e cruciale per la valutazione e la revisione dei piani economico-finanziari (PEF), in particolare per i contratti di concessione e le operazioni di Partenariato Pubblico Privato (PPP).

E' deputato sia alla verifica finanziaria che di interesse pubblico dei ppp e pef. 

Non siamo obbligati a chiedere il parere al Nars, perché il nostro pef è nato prima, ma perché non farlo? Magari l'esito è favorevole e potrebbero non esserci danni alle casse comunali. Riteniamo opportuno farlo. Abbiamo anche coinvolto il nostro revisore dei conti e ci hanno rilasciato loro parere ufficiale ritenendo utile rivolgersi al Nars.

Se il parere del Nars fosse negativo allora sarà necessario capire con la ditta una soluzione che consideri maggiormente l'interesse pubblico. 

In tre punti Pellegrino riassume quindi la proposta della Giunta: “Chiedere tutta la documentazione alla Sipac per fare richiesta al Nars, impostare la richiesta e avere l'esito, che non dovrebbe avvenire in tempi troppo lunghi”. 

All'interpellanza presentata la sera prima in Consiglio comunale dal consigliere di minoranza Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), che avanza la linea della resistenza proponendo di assorbire il bene da Sipac, risolvere l'appalto e passare a una gestione diretta del servizio, Pellegrino risponde: “La prima azione che siamo obbligati a intraprendere è trovare una conciliazione chiedendo un tentativo di revisione. Se non andasse a buon fine si aprono altre vie. Primo passaggio, quindi, valutare una revisione del piano economico finanziario presentato ai tempi”.

Gli interventi dei consiglieri

A turno nel prendere parola chi della minoranza che della maggioranza si è condiviso il fronte comune di non cedere senza lottare di fronte alle richieste di Sipac, forte di una concessione definita da molti “capestro”. Uno status di cui le responsabilità, però, sarebbero da imputare a tutti gli attori coinvolti. “Non credo che il Comune sia responsabile su tutto, ma vi è una compartecipazione anche di Rfi e del privato” ha analizzato l'assessore Pellegrino.

Il consigliere e capogruppo di Cuneo Mia Claudio Bongiovanni ha sollevato: “Avevamo chiesto di accedere alla documentazione del pef di Sipac e le analisi, anche Boselli l'ha chiesto, ma non li abbiamo ancora ricevuti”. 

La presidente della Commissione Alessia Deninotti ha quindi risposto direttamente essendo una decisione che la riguarda: “La documentazione c'è ma ho chiesto qualche giorno per visionarla prima di trasmetterla. Verrà trasmessa”.

Il primo oppositore alla resa e sostenitore di una gestione diretta dei parcheggi è Sturlese. “E' importante – ha detto - la ditta percepisca che l'Amministrazione prende in forte considerazione la rottura del contratto come un 'opzione non secondaria, ma preferibile. Facciamo capire la nostra posizione di forza e non costretta a guardare. E' bene che l'Ente mantenga un ruolo attivo e non passivo. Il Comune può rivendicare la gestione di un servizio senza dover per forza delegare a terzi” conclude. 

Il segretario generale del Comune Giorgio Musso risponde a Sturlese: “La struttura organizzativa di un ente si deve attrezzare con professionalità e qualificazioni adeguati, ci dobbiamo avvalere di studi sovralocali, come quello scelto nel caso specifico che gestisce concessioni plurimilionarie all’estero, ma che hanno costi elevati. Servono analisi compiute con piani gestionali, economici e finanziari per tracciare la sostenibilità della gestione ordinaria dei parcheggi”. 

In conclusione l'assessore Pellegrino ha chiarito: “Concordo che il Comune debba avere posizione di più forza possibile. E' difficile, però, che il Comune riesca a gestirsi interamente i parcheggi perché bisogna avere una struttura dietro di livello, che difficilmente è in grado di avere. Il problema è fare gestione diretta con stessi benefici e ottima almeno quanto quella affidata a terzi”.

Sara Aschero

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