Attualità - 30 gennaio 2026, 15:53

Le quinte del Bodoni e l'esperienza della visita ai lager di Auschwitz-Birkenau

Hanno partecipato all'iniziativa organizzata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano

Il campo di concentramento di Auschwitz

Il campo di concentramento di Auschwitz

Lunedì 26 gennaio noi alunni delle classi quinte, insieme a migliaia di altri ragazzi e ragazze provenienti da tutte le regioni italiane- scrive Luca Armand della 5° liceo scientifico Bodoni indirizzo "Scienze applicate" - abbiamo partecipato alla visita live del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau organizzata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano. 

Questa è stata un’esperienza straordinaria, in quanto abbiamo avuto la possibilità di visitare virtualmente luoghi che rappresentano una grande ferita nella storia dell’umanità. Grazie a una guida in loco, abbiamo potuto “camminare” tra le baracche di Auschwitz, entrando in prima persona all’interno degli edifici più caratteristici come i dormitori, le piazze, i finti ospedali e ciò che resta delle camere a gas. 

La visita è poi proseguita presso il campo di Auschwitz II – Birkenau, in cui sin dalla piattaforma ferroviaria, nonostante sia stato in gran parte distrutto dai tedeschi, abbiamo potuto osservare la mostruosa vastità di questo posto. 

Per quanto ci si possa impegnare, è difficile immedesimarsi e comprendere a pieno ciò che hanno vissuto milioni di persone. In questi luoghi, dove si alternavano urla strazianti e rumori di macchine, oggi risuona un silenzio che non è vuoto, ma racchiude le paure, le speranze spezzate di milioni di vite. Allo stesso modo la memoria non deve essere vacua, ma ricca di consapevolezza di ciò che è accaduto, altrimenti si rischia di ricadere silenziosamente nell’indifferenza e nell’odio. Il ricordo non è un rito del passato, ma deve essere vivo, capace di interrogarci. 

Se dimentichiamo questi eventi, distruggiamo anche il nostro futuro in quanto azioni quotidiane fatte di rispetto e di umanità sono l’unica via per far si che tragedie simili non si ripetano e che il silenzio di Auschwitz continui a parlarci".

 Armand Luca - 5^C, liceo scientifico “delle scienze applicate”

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