Politica - 30 gennaio 2026, 18:58

Il Consiglio comunale di Cuneo vota all’unanimità il sostegno alla lotta del popolo iraniano

Il documento presentato e approvato dopo l’incontro tra la Conferenza dei capigruppo e Khosro Nikzat, presidente dell’Associazione dei Medici e Farmacisti iraniani residenti in Italia e medico del Santa Croce e Carle

Il sì unanime in Consiglio comunale sulla "Solidarietà alla popolazione iraniana"

Il sì unanime in Consiglio comunale sulla "Solidarietà alla popolazione iraniana"

L’ordine del giorno in Consiglio comunale a Cuneo sulla “Solidarietà alla popolazione iraniana, sostegno alla Resistenza per i Diritti umani e condanna delle violenze in Iran” lo hanno sottoscritto tutti i gruppi presenti nell’Assemblea municipale, ad eccezione di Lauria e Lega. C’erano dunque le condizioni perché venisse approvato all’unanimità. E così è avvenuto: 28 votanti, 28 favorevoli. Tra gli applausi finali di tutta la Sala.

Il documento è stato presentato in seguito all’incontro, il 13 gennaio, della Conferenza dei capigruppo con Khosro Nikzat: presidente dell’Associazione dei Medici e Farmacisti iraniani residenti in Italia e medico del Santa Croce e Carle di Cuneo. Il dottor Nikzat, che ha assistito al dibattito nel Consiglio in piedi per rappresentare il sostegno al movimento di Resistenza, in quell’occasione aveva portato una drammatica testimonianza sulla complessità e delicatezza di quello che sta avvenendo in Iran: ennesimo tentativo da parte del popolo di ribellarsi al regime oppressivo e di chiedere la libertà e il riconoscimento dei diritti universali.

[Khosro Nikzat in Consiglio comunale] 

Il profondo legame del Comune di Cuneo con la Resistenza iraniana è stato sancito da diverse iniziative portate avanti nel tempo dalle Amministrazioni Valmaggia, Borgna, Manassero e culminate con il conferimento, nel 2017, della cittadinanza onoraria a Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. Inoltre, nel novembre 2022 e nel novembre 2024 il Consiglio del capoluogo ha approvato altrettanti ordini del giorno per condannare le repressioni in Iran.

L’impegno di Boselli

 [Maryam Rajavi con Giancarlo Boselli nel 2007]

Tra i consiglieri comunali di Cuneo sostenitori, fin dal 2007, della Resistenza Iraniana c’è Giancarlo Boselli. “A inizio 2007 - racconta l’esponente degli Indipendenti - il Consiglio nazionale della Resistenza Iraniana - una sorta di Cln - con una presidente designata, la signora Maryam Rajavi, stava incontrando i rappresentanti dei Parlamenti e dei Comuni in tutta Europa. Chiese anche a noi un incontro. Il sindaco di allora, Alberto Valmaggia, don Aldo Benevelli e il senatore Leopoldo Attilio Martino, compresero subito che sostenere il Comitato Nazionale della Resistenza iraniana era un modo concreto di attualizzare la resistenza dei popoli da parte di una città Medaglia d’oro al Valor Militare nella Lotta di Liberazione”.

Cosa successe nel tempo? “Cuneo, fu sempre a fianco della Resistenza iraniana e presente ai confini dell’Iran. Nel 2008, come vicesindaco, mi recai anche al Campo Ashraf in Iraq, che ospitava i rappresentati dell’opposizione iraniana in esilio, con il vicepresidente della Commissione Esteri del Senato, Marco Perduca. Motivo?  Testimoniare con un gesto simbolico il nostro impegno che continuò fino all’assegnazione della Cittadinanza onoraria alla signora Rajavi”.

 

Oggi cosa ci dice la politica internazionale? “Che avevamo visto bene. La signora Rajavi rappresenta, con il Comitato Nazionale Resistenza Iraniana, una proposta politica forte per un Iran laico e democratico, per i pieni diritti civili e in particolare i diritti delle donne. Il mondo e l’Europa hanno bisogno di un Iran democratico per la pace, soprattutto in Medio Oriente. Grazie ai sindaci Valmaggia, Borgna e Manassero, Cuneo, come ha dimostrato il Consiglio Comunale, si distingue per un sostegno forte a un popolo che in queste settimane combatte per le strade delle città iraniane con perdite gravissime: pare oltre 30.000 caduti più gli imprigionati e i torturati”.

Cosa dicono i consiglieri

L’ordine del giorno è stato illustrato da Claudia Carli del Pd, che ha detto: “Su temi come la tutela dei diritti umani, la condanna della violenza e della repressione, la solidarietà verso chi lotta pacificamente per la libertà, questo Consiglio ha scelto ancora una volta di parlare con una sola voce. Già nel 2022 e, poi, nel 2024, il Comune di Cuneo aveva deciso, all’unanimità, di non voltarsi dall’altra parte di fronte a quanto stava accadendo in Iran: di fronte alla repressione, alla violenza, alle esecuzioni e alle gravi violazioni dei diritti umani. Oggi torniamo su questo tema perché la situazione non solo non è migliorata, ma si è ulteriormente aggravata”.

E ancora: “È un atto sobrio, ma politicamente chiaro, che chiede democrazia, stato di diritto, libertà fondamentali e chiede di superare ogni forma di dittatura e di costruire un futuro laico e democratico. È un atto che non divide, ma unisce. Ed è un atto che conferma la tradizione del Comune di Cuneo come comunità attenta alla pace, ai diritti umani e alla solidarietà tra i popoli. Come Consiglio Comunale non abbiamo strumenti di politica estera, ma abbiamo una responsabilità politica e morale, si tratta anche di un gesto simbolico, ma i simboli lo sappiamo contano. Contano per chi lotta, spesso a rischio della propria vita e per libertà che noi diamo per scontate”.

 [Claudia Carli]

Stefania D’Ulisse di Cuneo Solidale Democratica: “Il documento viene discusso nel Giorno della Memoria. E la memoria non serve se resta immobile, ma serve se diventa impegno contro l’odio, il razzismo e l’indifferenza. Dietro alla Resistenza iraniana ci sono storie di coraggio, di sacrificio, ci sono vite segnate dalla repressione, dall’esilio, dal carcere, dalla perdita. Significa parlare di donne e uomini che hanno scelto di non rinunciare alla loro dignità, anche quando il prezzo da pagare è altissimo. Una battaglia radicata nella società iraniana, nella sua pluralità, nella sua storia: e guarda a un futuro in cui il popolo iraniano possa decidere liberamente del proprio destino”.

Quindi? “Siamo consapevoli che il cambiamento non può essere imposto dall’esterno. Ma sappiamo anche che la solidarietà internazionale conta. Conta rompere il silenzio. Conta denunciare la repressione, le esecuzioni, la persecuzione delle donne, dei giovani, delle minoranze. Conta rifiutare i doppi standard che, troppo spesso, sacrificano i diritti umani in nome di interessi politici o economici. La lotta del popolo iraniano ci ha ricordato che la libertà non è mai garantita una volta per sempre”.

 

 [Stefania D'Ulisse]

Flavia Barbano di Centro per Cuneo: “Parliamo di un Paese attraversato da una crisi profonda, non solo politica, ma anche economica e sociale, che colpisce in modo diretto la popolazione civile, le famiglie, le donne, i giovani. In questo contesto, le proteste che si stanno diffondendo in tutto l’Iran non sono episodi isolati, ma l’espressione di una richiesta chiara e universale: libertà, dignità, diritti”.

 

Infine: “Di fronte a una repressione che si manifesta con arresti arbitrari, uso della forza, esecuzioni e limitazioni sistematiche della libertà di espressione, il silenzio non è neutralità. Il silenzio rischia di diventare complicità. Per questo un Consiglio comunale, pur nei limiti delle proprie competenze, ha il dovere morale e civile di prendere posizione. Questo ordine del giorno lo fa in modo equilibrato e il fatto che sia stato presentato da tutto il Consiglio è un segnale forte. Dice che, al di là delle differenze politiche, esiste un terreno comune quando sono in gioco i diritti fondamentali e la vita delle persone. Sostenere questo documento significa ribadire che Cuneo è una città che non si volta dall’altra parte, che crede nella pace, nella solidarietà tra i popoli e nel rispetto della dignità umana”.

 

 [Flavia Barbano]

Elio Beccaria di Cuneo Civica: “L’errore commesso in altri Consigli comunali è stato quello di presentare degli ordini del giorno in merito a problemi internazionali, magari molto lontani dalla nostra città, ma portarli separatamente. Invece, questa volta siamo contenti del risultato: sottoscrivere il documento tutti insieme. Sono stato colpito dall’intervista di una mamma iraniana la quale aveva detto ai suoi figli che il suo sangue non era più prezioso del sangue degli altri iraniani. Un giorno è andata a protestare e non è più tornata. Allora mi sono chiesto: io avrei il coraggio di uscire di casa, lasciare lì i miei cari e rischiare la vita per gli altri?  La signora era consapevole che quel giorno non avrebbe cambiato l’esito della protesta, ma era importante esserci per dare il suo contributo. Questo mi ha fatto riflettere”.  

 

Claudio Bongiovanni di Cuneo Mia: “Da sempre il nostro gruppo si schiera con i popoli oppressi e perseguitati: lo abbiamo fatto e lo facciamo da sempre. Finalmente tutto il Consiglio comunale unito si schiera ed è solidale con il popolo iraniano: posizione che, però, avremmo voluto vedere anche per il popolo palestinese dove continuano a essere massacrati bambini, donne e uomini nel silenzio più totale.  L’Iran rappresenta il caso limite di come il nazionalismo teocratico identitario utilizzi la violenza sistematica per soffocare ogni spinta di cambiamento, la repressione delle voci di opposizione e la manifestazione più cruda di un potere che non accetta la diversità di pensiero”.

La sindaca Manassero

 [La sindaca Patrizia Manassero]

La sindaca Patrizia Manassero nel suo intervento ha ribadito: “È importante per questi temi trovare una convergenza su un documento che faccia sintesi e trovi il voto e il consenso di tutti. Questo conferma la storia della nostra città che non si è mai smentita di fronte a dittature e a situazioni in cui i diritti delle persone vengono a mancare, vengono messe a rischio”.  

E rivolta al dottor Nikzat: “Nel suo intervento alla Conferenza dei capigruppo ho registrato che la vostra battaglia non è per avere un intervento militare o uno scatenare interventi di eserciti nel vostro Paese perché avete - e lo trovo nobile - la voglia di conquistarvi la democrazia e la libertà come cittadini. Nel rispetto della nostra storia e per essere fedeli alla storia di questo territorio, che ha patito una dittatura e l’assenza di diritti, poi riconquistandoli in quanto si è sentito e si sente protagonista della nostra Resistenza, siamo vicini alla Resistenza del popolo iraniano. Un risultato condiviso, quello dell’ordine del giorno, di concordia sul testo e di trasversalità nel voto che, in qualche modo, vi affidiamo, proprio perché rappresenta un valore aggiunto. È interesse del nostro Paese, di tutti i Paesi del mondo e, soprattutto, dell’Iran, veder contrastato e abbattuto il governo dittatoriale e per le cittadine e i cittadini che ci abitano torni una stagione di diritti e di libertà”.

Sergio Peirone

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