Alba e Langhe - 03 febbraio 2026, 09:26

La violinista verdunese Monica Agosto vola in Argentina con Ij Danseur dël Pilon

Dal 11 al 24 febbraio la missione culturale "Sël fil ëd la memòria" porterà musica e tradizioni piemontesi nella Provincia di Córdoba, rafforzando i legami con le comunità emigrate

La violinista verdunese Monica Agosto vola in Argentina con Ij Danseur dël Pilon

Dall’ 11 al 24 febbraio, il cuore pulsante delle tradizioni subalpine batterà in Sudamerica. La missione culturale “Sël fil ëd la memòria”, promossa da Piemonte Cultura APS, porterà il gruppo folkloristico Ij Danseur dël Pilon in una straordinaria tournée attraverso la Provincia di Córdoba, consolidando lo storico legame con la numerosa comunità piemontese in Argentina. Dopo il successo estivo della partecipazione del gruppo folkloristico al festival di musica tradizionale bretone a Concarneau, il nuovo progetto, presieduto da Bruno Donna, non è solo una rassegna di spettacolo, ma una vera operazione di recupero dell'identità linguistica e sonora. A tessere la trama musicale di questo viaggio sarà l’eccellenza strumentale: sotto il coordinamento dell’organettista Ivan Ravalli, brillerà il talento dell’unica cuneese del gruppo, la violinista verdunese Monica Agosto, la cui presenza arricchirà il repertorio di canti e danze con le sonorità vibranti della tradizione popolare, portando linfa vitale alle melodie tramandate nelle antiche veije piòle.

La spedizione toccherà il suo apice a Luque, in occasione della 52ª Festa Nazionale della Famija Piemontèisa. Il programma, curato per la parte coreutica da Sandra Mascarello, promette un viaggio di 600 km tra le valli piemontesi: dal Canavese al Monferrato, portando in scena il fascino del Teatro di Stalla (Vijà) e del teatro rurale.

Non mancherà l'approfondimento filologico grazie a Sergio Donna, presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, che curerà le narrazioni in lingua piemontese, ponte essenziale per dialogare con le nuove generazioni della GAP (Gioventù Argentin-a Piemontèisa) e con la FAPA, guidata da Hernán Trossero.

Tra stage di danza, canti popolari e incontri istituzionali, la missione si conferma un atto d'amore per un patrimonio vivo che dimostra di non avere confini geografici.

cs

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