Attualità - 04 febbraio 2026, 12:48

Cassa integrazione e fondi di solidarietà, in Piemonte cresciuti il doppio della media nazionale

In provincia di Cuneo si registra un +46,8%. La Uil Piemonte: "In questo nuovo anno, desta forte preoccupazione il numero di lavoratori che potrebbero rischiare di ingrossare le fila dei disoccupati"

Cassa integrazione e fondi di solidarietà, in Piemonte cresciuti il doppio della media nazionale

In Piemonte, nel 2025, sono state richieste 60.821.450 ore di cassa integrazione e 2.034.382 ore dei fondi di solidarietà gestiti dall’Inps, che coprono i lavoratori privi di strumenti di sostegno al reddito, per un totale complessivo di 62.855.832 ore (+19,8%).

A livello nazionale le ore autorizzate sono state 599.988.016, con un incremento del 10,4%.

Il Piemonte è la terza regione per ore richieste, dopo Lombardia e Veneto.

DATI PROVINCIALI

L’andamento nelle province piemontesi, considerando solo le ore di cassa integrazione, è stato il seguente: Verbania +106,3%, Asti +75,1%, Cuneo +46,8%, Alessandria +23%, Vercelli +20,7%, Torino +20,2%, Biella -15,6%, Novara -24,4%.

Torino, con 39.023.122 ore, si conferma anche nel 2025 provincia più cassaintegrata d’Italia, seguita da Napoli e Brescia.

“I dati relativi alla cassa integrazione, letti unitamente ad altri importanti indicatori economici, confermano le difficoltà attraversate nel 2025 dalla nostra regione - dichiara il segretario generale Uil Piemonte, Gianni Cortese -. In questo nuovo anno, desta forte preoccupazione il numero di lavoratori che potrebbero rischiare di ingrossare le fila dei disoccupati, a causa di crisi aziendali, per l’esaurimento dei periodi di fruizione degli ammortizzatori sociali, per l’impossibilità di agganciare il traguardo della pensione, reso sempre più difficile dai continui interventi legislativi. In aggiunta, nel corso del 2026, salvo proroghe, si concluderanno i progetti del PNRR, i cui effetti hanno, di fatto, scongiurato che il nostro Paese entrasse in recessione. La prolungata fase di debolezza dell’economia richiederebbe importanti scelte strategiche europee, nazionali e imprenditoriali, in particolare per quanto riguarda gli investimenti, la tecnologia, l’innovazione e la ricerca, utili ad accompagnare la transizione sociale ed occupazionale”.

comunicato stampa

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