Intitolare una via a Sergio Ramelli. Questa la richiesta lanciata che, attraverso una raccolta firme, ha lanciato Gioventù Nazionale al Comune di Saluzzo.
"Non si può essere uccisi per un ideale - scrivono dal gruppo-, per la sola colpa di appartenere ad una comunità. Sergio Ramelli era un ragazzo come noi, allora studente dell’ITIS “Molinari” di Milano e militante del Fronte della Gioventù. Aveva diciotto anni quando, nel 1975, scrisse un tema in cui condannò i terroristi delle Brigate Rosse, definendoli ‘assassini’. Ebbe inizio una terribile spirale di violenza: il culmine si raggiunse quando, il 13 marzo di cinquantuno anni fa, Sergio fu aggredito sotto casa a colpi di chiave inglese da alcuni militanti di Avanguardia Operaia. Fu ricoverato in condizioni gravissime, rimanendo in coma fino al 29 aprile di quello stesso anno, quando morì fra le braccia della madre Anita, che non smise mai di chiedere giustizia".
Il segretario cittadino Giovanni Caligaris ed il suo vice Virgilio Monge spiegano: “Sergio Ramelli rappresenta una figura fondamentale per la storia della nostra famiglia politica. Non solo per Fratelli d’Italia e per il centro-destra, ma per il paese intero. Non possiamo permetterci di dimenticare il suo sacrificio.
Confidiamo che la giunta comunale di “Insieme si può” si pronunci in merito a questa nostra richiesta: diciamo no tutti assieme alla violenza. Ci appelliamo all’intera comunità saluzzese e non solo: non vogliamo farne una scontro di parte, ma una battaglia di civiltà, una battaglia di tutti".





