Economia - 07 febbraio 2026, 13:34

Regina delle Alpi: una storia che profuma di montagna dal 1890

E' iniziata l'attività di rilancio guidata da Andrea Arienti e Andrea Costa che restituisce valore a 130 anni di tradizione

Regina delle Alpi: una storia che profuma di montagna dal 1890

Ci sono liquori che nascono per essere bevuti e dimenticati, e poi ce ne sono altri che raccontano qualcosa, già dal primo sorso. Regina delle Alpi appartiene a questa seconda categoria, perché dietro ogni bottiglia c’è una storia lunga più di centotrent’anni, fatta di montagna vera, persone reali e scelte che non hanno mai cercato la scorciatoia. È proprio da qui, con queste basi, che nasce il progetto imprenditoriale di rilancio: dall’acquisizione del brand e dalla volontà precisa di restituire voce, dignità e futuro a un liquore che ha attraversato intere generazioni.

Il lavoro di rebranding ha l’obiettivo di rimettere al centro del progetto il liquore, valorizzando una ricetta autentica e una storia documentata che parte dal 1890. Un’operazione fatta con rispetto, scegliendo di non riscrivere il passato, ma di raccontarlo meglio, rendendolo comprensibile e attuale anche per chi oggi cerca prodotti veri, con radici solide.

La sua origine risale a fine ottocento, quando a Vinadio, nelle Alpi Marittime, prende forma una ricetta destinata a diventare parte dell’identità del territorio. Un liquore ottenuto dall’infusione di fiori di montagna raccolti a mano nei giorni di primavera, quando i prati sono al massimo della loro espressione e ogni profumo è netto, riconoscibile, autentico. Al centro di questa ricetta c’è la Carcatreppola alpina, conosciuta proprio come “Regina delle Alpi”, pianta simbolo delle vette piemontesi e ingrediente chiave dell’antico sapere donato dai monaci benedettini a Giuseppe Simondi.

Da quel piccolo paese di montagna, allora rinomata località termale, Regina delle Alpi inizia a farsi conoscere, prima nei caffè e nelle botteghe, poi ben oltre i confini locali. Il successo porta il liquore a essere premiato nelle principali esposizioni nazionali del primo Novecento, riconoscimenti che ancora oggi compaiono sull’etichetta come testimonianza concreta di una qualità mai improvvisata.

La produzione, dopo l’interruzione causata dalla Prima Guerra Mondiale, viene affidata alla storica Distilleria Bordiga di Cuneo, che ancora oggi realizza Regina delle Alpi seguendo fedelmente la ricetta originale. I processi sono lenti, le materie prime selezionate con attenzione e il rispetto per la tradizione resta una regola non negoziabile.

Nel bicchiere, Regina delle Alpi si distingue per un profilo balsamico e floreale, costruito con equilibrio e profondità. Achillea, lavanda, camomilla di montagna, genepy, angelica e assenzio dialogano tra loro senza mai sovrastarsi, dando vita a un liquore che si lascia scoprire con calma. È perfetto come dopo pasto, servito liscio o con ghiaccio, funziona bene come aperitivo con vermouth e seltz e sorprende anche nella miscelazione, grazie a un carattere deciso ma mai invadente. 

Oggi questa storia viene custodita e rilanciata da Andrea Arienti e Andrea Costa, che hanno scelto di raccogliere un’eredità importante senza snaturarla "... quando abbiamo acquisito Regina delle Alpi abbiamo capito subito che non stavamo rilevando solo un marchio», racconta Andrea Arienti. «Era una storia vera, profondamente legata al territorio, che rischiava di andare perduta. Il nostro lavoro è stato quello di valorizzarla, rispettando la ricetta, la documentazione storica e il significato che questo liquore ha avuto per oltre un secolo".

Scegliere Regina delle Alpi oggi significa bere un liquore che ha un senso, che non segue le mode e non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare. 

Potete acquistare il liquore Regina delle Alpi su sito www.liquorereginadellealpi.com

I.P.

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