La sindaca di Trinità Ernesta Zucco ci ha fornito una sapiente lezione di storia, in occasione del triste “Giorno del Ricordo”, che da soli 22 anni ricorda lo scempio che vi fu dopo la strage delle Foibe, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e dell’immediato Dopoguerra.
“È una commemorazione civile italiana che ricorda oggi i massacri delle Foibe e l’esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia. La scelta di celebrare il Giorno del ricordo il 10 febbraio è legata ai trattati di pace di Parigi firmati in questa data nel 1947. Con questi accordi l’Italia cedette l’Istria e Quarnaro alla Dalmazia e gran parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia, cambiando il confine e dando avvio al dramma dell’esodo. – ha spiegato la sindaca, narrandone i dettagli - Le Foibe sono voragini carsiche, divenute simbolo della violenza perpetrata dai partigiani jugoslavi contro gli italiani, accomunati tutti al fascismo. Durante il ventennio fascista, proprio gli italiani avevano imposto un’italianizzazione forzata, reprimendo la loro cultura, imponendo la loro cultura e istituendo i primi campi di concentramento, generando risentimento nella popolazione”.
“Dopo l’8 settembre 1943, con il crollo del regime fascista, le zone furono occupate dall’esercito partigiano jugoslavo. I partigiani di Tito vendicarono le oppressioni subite con giustizie sommarie, eliminando tali aggressori con violenza. – ha proseguito la prima cittadina - Vi furono vittime fasciste, ma anche purtroppo civili innocenti, che avevano solo il demerito di essere italiani. Nel 1943 persero la vita tra i 400 e i 1000 italiani, ma, alla fine della guerra nel 1945, le violenze furono maggiori. Le vittime gettate nelle cavità carsiche furono quasi 5000, ma per alcuni storici superano le 10.000. Oltre ai morti si parla di 350mila persone costrette all’esodo. Molti italiani, temendo la ribellione degli jugoslavi nei loro territorio, decisero di rientrare in Italia. Per molti anni non si parlò di questa pagina di storia. Solo con la legge 92 del 30 marzo 2004 è stato istituito il Giorno del ricordo”.
Durante la commemorazione Zucco ha voluto riprendere per questa giornata la struggente poesia di Fabio Magris: “Ossa spezzate, atroci agonie, l’uomo ha superato Caino. Come bestie torturate, legate ai polsi con vile fil di ferro. Gettate ancor vivi nell’oscurità. Massacro senza limiti, sterminio, carneficina, eccidio, genocidio inumani vendette, stragi e rappresaglie, coperte da anni e anni di silenzio per politiche infami. Ora, nei prati di Basovizza, un masso di pietra carsica sigilla la vergognosa tomba dei dodicimila infoibati. Non si odono più tormentosi lamenti, ma solo frusciar del vento e, poco lontano, un ragazzino sorridente fa volare il suo aquilone”.






