Sanità - 10 febbraio 2026, 12:23

I CONTI DELLA SANITÀ / Nel 2026 l’Asl Cn2 erogherà prestazioni e servizi per 408 milioni di euro. Ogni mese un disavanzo da 3 milioni

Dalla Regione arrivano 1.960 euro di fondi per ognuno dei 168mila assistiti di Langhe e Roero. Pari a 130 milioni la spesa per 2.300 dipendenti, chiamati a effettuare 6 milioni di prestazioni (2-3% quelle somministrate in regime di intramoenia). Per i farmaci si impegneranno 34 milioni, per la medicina di base 45

L'ingresso dell'ospedale di Verduno

L'ingresso dell'ospedale di Verduno

Tre milioni al mese, 36 milioni a fine anno. E’ il disavanzo con cui l’Asl Cn2 stima di chiudere l’esercizio 2026 secondo i conti del bilancio di previsione approvato dai suoi vertici nelle scorse settimane. Meglio dei 43,5 milioni riportati dalla lettera del documento, da rettificarsi là dove la Regione ha valorizzato incongruamente una posta (un conto di mobilità sanitaria attiva) da 1,5 milioni, che in bilancio figura invece a 8 milioni.

Diversi milioni in più, invece, dei 27-28 milioni del passivo col quale la stessa azienda si appresta ad approvare il consuntivo 2025.

Un’importante differenza che da una parte è un effetto del rigoroso piano di risparmi effettuato a partire dallo scorso anno in esecuzione a una precisa direttiva arrivata dalla Regione: piano che ha già avuto i suoi esiti sull’ultimo esercizio mentre si attende di ripeterli in quello in corso (la riprova nel confronto coi conti del 2024, mandati in archivio a -34 milioni). Ma che dall’altra è figlia di fattori quali il minore finanziamento ricevuto dalla stessa Regione, il venir meno di poste legate al Pnrr e l’incremento di costi quali la spesa del personale, ad esempio.

PIU’ OFFERTA UGUALE PIU’ DOMANDA

Volendo entrare nelle pieghe del bilancio, emerge un’evidenza ben nota agli addetti ai lavori e che accomuna i bilanci di tutte le Asl piemontesi: quello della sanità pubblica è un ambito estremamente complesso, che ha costi non facilmente comprimibili, ma che al contrario procedono a un’inflazione generalmente superiore a quella ordinaria.

Ed è un ambito nel quale, per dirla con un’altra evidenza richiamata da Lorenzo Sola, direttore della Struttura Complessa Bilancio e Contabilità dell’Asl, "più si crea offerta e più si genera domanda". Dinamica che riveste peraltro un ruolo non secondario nel fenomeno di liste d’attesa ormai esplose ovunque.

UN GAP COLMATO

Una prima nota, positiva, scorrendo il bilancio 2026 dell’azienda sanitaria di Alba e Bra, riguarda quanto la stessa riceve in termini di contributo indistinto per ognuno dei suoi 168mila assistiti, residenti in 75 Comuni.

Parliamo della cosiddetta quota capitaria, valore che sino al 2019 vedeva il territorio di Langhe e Roero tra i più penalizzati del Piemonte con un’assegnazione di appena 1.560 euro a persona all’anno. Un gap ora stabilmente colmato con valori pari a 1.960 euro pro capite, in linea con la media delle altre aziende.

Un valore che va maneggiato con attenzione, però, visto che non tiene conto di fattori quali – come è il nostro caso – la necessità di dover gestire un ospedale nuovo, finanziariamente più costoso di una vecchia struttura.

Per il 2026 l’Asl Cn2 ha stimato di ricevere a titolo di Contributi Fondo Sanitario Regionale - la principale fonte di finanziamento delle Asl – 343 milioni di euro, in calo di 3,5 milioni rispetto al 2025. Questo a fronte di un valore della produzione stimato in 408 milioni di euro, contro i 416 della stima 2025.

SPESA RIGIDA

Come detto, con la Dgr 26-801 del 17 febbraio 2025 la Regione Piemonte ha imposto ad Asl e Aso un piano di razionalizzazione che già lo scorso anno ha portato a risparmi significativi (dai -34 milioni del consuntivo 2024 ai -27/28 del preconsuntivo 2025), specie alla luce del risicato margine di azione imposto da rigidità operative la prima delle quali è la necessità di garantire i cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e con essi una congrua offerta di servizi sanitari alla popolazione.

In quadro complessivo che annovera 387 milioni di costi, esclusi quelli non monetari come ammortamenti e ricavi straordinari (solo l’ospedale di Verduno pesa per 6 milioni di ammortamenti, ad esempio), l’elenco dei risparmi è composto da numerose voci.

Un primo esempio nella riduzione di spesa da 3 milioni effettuata sulla voce che comprende l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, su un aggregato pari a 34,9 milioni per farmaci ed emoderivati e altri 20 milioni per dispositivi medici, mentre il totale relativo all’acquisto di beni e servizi ammonta a 80 milioni.

130 MILIONI PER IL PERSONALE

Una delle principali voci di spesa è ovviamente quella relativa al personale dipendente. Poco più di 2.300 addetti, che all’azienda costano 130 milioni di euro, suddiviso tra sanitario (94 milioni) e non (36), mentre si sale a 140 contemplando anche l’Irap. Un capitolo sul quale nel corso del 2026 si verificheranno gli effetti il rinnovo del contratto collettivo di categoria, la cui adozione comporterà sul nuovo anno costi extra per 2,5 milioni.

TRATTENERE I PAZIENTI

Tra i fronti della razionalizzazione, il principale investimento che si sta effettuando è quello volto a contenere la cosiddetta mobilità passiva. Ovvero a fare sì che gli assistiti non siano costretti a ricercare le prestazioni delle quali hanno bisogno rivolgendosi ad altre Asl piemontesi o di altre regioni.

In questo senso le ultime annualità hanno portato a un recupero importante, se è vero che nel 2019 tale voce pesava sui bilanci dell’Asl per oltre 20 milioni di euro, mentre ora il passivo per visite, esami e interventi effettuati altrove da circa 500-600 assistiti della Cn2 si è ridotto a 8,5 milioni.

In questa direzione va ovviamente l’offerta di nuovi servizi prima mancanti. Tra i diversi esempi possibili uno su tutti è quello rappresentato dalla Radioterapia, attiva da alcuni anni a Verduno mentre mancava negli ospedali di Alba e Bra. Un capitolo questo che vale una minor spesa per circa 1 milione di euro, a fronte di un servizio che ovviamente va però organizzato in proprio.

DALL’INTRAMOENIA RICAVI PER 5,8 MILIONI

Quanto valgono le visite realizzate dagli specialisti dell’Asl in regime di intramoenia? Il conto assomma a 5,8 milioni di euro. Su questo capito l’azienda deve però sostenere costi per 3,8 milioni come retrocessione lorda delle competenze ai medici, cui sommare altre voci per spese non evidenti nei bilanci.

Nel 2019 la stessa categoria valeva meno della metà, 2,8 milioni di euro: un incremento spiegato in parte dall’inflazione e quindi dal maggior costo assunto dalle prestazioni, in parte con la maggiore attrattività dei medici in servizio a Verduno.

6 MILIONI DI PRESTAZIONI EROGATE

Frequente oggetto di verifiche da parte del Ministero, risulta ampiamente rispettato il rapporto che la normativa prevede tra visite erogate nel contesto pubblico e quelle erogate "tra i muri" dell’Asl in regime privato. Queste ultime rappresentano infatti una minima frazione (2-3%) delle oltre 6 milioni di prestazioni (tra le quali un milione di giornate di ricovero, effettuati annualmente dall’Asl). Asl che a titolo di ticket riceve dagli assistiti 6 milioni di euro, in lieve aumento dai 5,7 del 2025.

45 MILIONI PER LA MEDICINA DI BASE

Quanto pesa nel bilancio dell’Asl la cosiddetta medicina di base? Il capitolo composto dalle spese sostenute per l’attività di medici di famiglia, pediatri di libera scelta, guardie mediche e per l’erogazione di farmaci distribuiti dalle farmacie convenzionate a fronte di ticket vale qualcosa come 45-46 milioni di euro.  Una spesa stabile, anche se come aggregato è tendenzialmente in salita in ragione della sempre maggiore tendenza a distribuire negli esercizi convenzionati farmaci che prima si prendevano in ospedale. La spesa per l’assistenza sanitaria di base è stabile, al netto di rinnovi contrattuali.

Ezio Massucco

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