Il patrimonio artistico italiano non è solo un tesoro del passato ma un’opportunità fondamentale per costruire il futuro delle nuove generazioni. È questo il cuore del messaggio che l'artista e scrittore saluzzese Franco Giletta porterà all’Università degli Studi Roma Tre venerdì 13 febbraio.
La lectio, che si terrà alle 13,30 al Dipartimento di Scienze Politiche, nasce dalla collaborazione con la professoressa Monica Auteri, titolare della cattedra di Economia dei Beni Culturali.
“Inserita nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro – spiega Giletta - la lezione dal titolo ‘L'Arte che sconfigge la povertà culturale’ - si rivolge direttamente ai giovani, affrontando una delle sfide più urgenti della nostra società.
Quando si parla di povertà, il pensiero corre immediatamente alla carenza di mezzi economici. Tuttavia, la povertà culturale è una forma di deprivazione altrettanto debilitante: è la mancanza di accesso alla conoscenza, alla bellezza e agli strumenti critici necessari per interpretare il mondo.
In Italia, questo paradosso è evidente: viviamo circondati da un patrimonio immenso, eppure ampie fasce della popolazione, specialmente tra i più giovani, soffrono di una "distanza" emotiva e cognitiva da questa ricchezza”.
Franco Giletta durante la sua lezione analizzerà proprio l’eccezionalità del patrimonio italiano, con un focus particolare su Roma, intesa non come museo a cielo aperto, ma come laboratorio vivente di riscatto.
Attraverso il racconto di vicende artistiche antiche e moderne, Giletta mostrerà come l’arte sia stata, storicamente, uno straordinario strumento di emancipazione sociale: da Michelangelo a Caravaggio, da Artemisia Gentileschi alla Pop Art della Scuola di Piazza del Popolo, a personaggi come Pasolini e Fellini, fino agli odierni murales.
“Le vicende, in particolare romane, di artisti e uomini di cultura che hanno trasformato condizioni di marginalità in visioni creative universali – continua Giletta - servono da bussola per i ragazzi di oggi in quanto la cultura non è un lusso per pochi, ma un diritto che permette di vedere oltre il proprio orizzonte immediato.
Altro aspetto della lectio sarà l'analisi del rapporto tra tradizione e innovazione. La povertà culturale si combatte anche parlando la lingua delle nuove generazioni. In che modo i social media e le nuove forme espressive possono trasformarsi da strumenti di distrazione in veicoli di arricchimento culturale?
L’appuntamento all’Università di Roma Tre - conclude Giletta - rappresenta un momento di dialogo con le nuove generazioni. Superare la povertà culturale significa restituire ai giovani la capacità di sognare e di progettare, partendo dalla consapevolezza che la bellezza è la risorsa più preziosa per una cittadinanza attiva e consapevole”.





