“L’incontro odierno a Taranto tra organizzazioni sindacali territoriali e i vertici di Acciaierie d’Italia in A.S. ha rappresentato un passaggio importante che ha finalmente riaperto un confronto diretto e chiaro sulle prospettive dello stabilimento di Taranto, in particolare sulla gestione degli alti forni e sulla continuità produttiva”. Lo dichiara Antonio Spera, Segretario Nazionale Ugl Metalmeccanici, a margine del confronto con il management aziendale.
“Dalle informazioni ricevute — prosegue Spera — emerge il riavvio dell’AFO/2 previsto negli ultimi giorni di febbraio, mentre dall’inizio di marzo è programmata la fermata dell’Altoforno 4, che dovrebbe protrarsi fino alla fine di aprile 2026. Solo da maggio 2026 si potrà contare su due altoforni in marcia e sulla ripartenza delle batterie di cokefazione al termine delle attività di manutenzione straordinaria. Resta centrale la questione dell’AFO/1, attualmente sotto sequestro probatorio: l’eventuale dissequestro e acquisizione consentirebbe la rimessa in esercizio entro 7-8 mesi”.
Quanto agli investimenti nel biennio 2024-2025, “ammontano a circa 1 miliardo di euro, dei quali 361 milioni per manutenzioni ordinarie eccezionali e affidate a terzi, 167 milioni per manutenzioni ordinarie, 164 milioni per investimenti ambientali e 155 milioni per la ricambistica”.
“Riteniamo fondamentale proseguire con un confronto trasparente e costante con i vertici aziendali, affinché ai lavoratori e al territorio di Taranto vengano fornite indicazioni chiare, tempi definiti e certezze reali sulle scelte industriali e sul futuro degli impianti”, conclude Spera.
In parallelo, resta alta l’attenzione anche sul sito ex Ilva di Racconigi, dove le organizzazioni sindacali continuano a chiedere garanzie sulla salvaguardia occupazionale e sul possibile rilancio produttivo, alla luce del piano nazionale di riorganizzazione delle acciaierie.





