Casa Extra al centro dell'attenzione delle istituzioni. Oggi il Prefetto di Cuneo Mariano Savastano ha, infatti, fatto visita alla struttura di via Bruni 6 insieme alla sindaca Patrizia Manassero per conoscere da vicino i progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Ad accoglierlo la direttrice del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese (Csac) Giulia Manassero, insieme allo staff. Una visita che, come ha sottolineato lo stesso Consorzio sui social, si è conclusa con parole di apprezzamento per il lavoro svolto.
La struttura, inaugurata il 26 settembre 2025 al termine di un percorso durato due anni e mezzo, rappresenta uno degli interventi più significativi di rigenerazione urbana e sociale della città. L’ex edificio comunale, un tempo sede della casa del fascio femminile, è stato completamente riqualificato e trasformato in uno spazio inclusivo dedicato a ragazzi e ragazze con disabilità impegnati in un percorso di autonomia.
I due appartamenti ai piani superiori possono ospitare fino a dodici persone e sono abitati da alcuni giovani provenienti dalla struttura “La Via” di San Rocco Castagnaretta, una realtà più protetta ma logisticamente meno centrale. La posizione in città favorisce infatti gli spostamenti verso il lavoro e le attività quotidiane. Al piano terra è stato realizzato un monolocale destinato a persone in uscita da situazioni di grave marginalità, mentre sempre negli spazi al piano terra hanno trovato sede gli uffici del Servizio Integrazione al Lavoro, trasferiti dalla caserma Cantore.
L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 1,1 milioni di euro per la parte strutturale — con fondi Pnrr, comunali e il sostegno delle fondazioni Crc e Compagnia di San Paolo — a cui si aggiungono 450 mila euro di risorse Pnrr per i percorsi di accompagnamento sociale. Il progetto è stato sviluppato insieme alle cooperative sociali Proposta 80, Animazione Valdocco e Insieme a Voi, che lavorano in équipe con gli operatori del Consorzio.
Anche l’identità visiva della struttura racconta la trasformazione: il nome Casa Extra nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto residenti e comunità di quartiere. “Extra” richiama la capacità di andare oltre e trasformare il passato in energia positiva, mentre “Casa” evoca accoglienza e quotidianità.
Durante l’inaugurazione di settembre, alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali, era stato sottolineato il valore della collaborazione tra enti. Il presidente del Csac Giancarlo Arneodo aveva ricordato l’importanza dei diritti e dei doveri sociali, mentre la direttrice Giulia Manassero aveva parlato di un progetto “impegnativo e ambizioso” nato dalla coesione istituzionale. Concetti che con la visita di oggi del Prefetto contribuisce a rafforzare, confermando Casa Extra come esempio concreto di utilizzo delle risorse Pnrr per l’inclusione e l’autonomia delle persone più fragili.





