C’era l’immancabile “Dragon”, il guerriero che durante le invasioni saracene del secolo XII municipio invitò la popolazione dei villaggi di Surzana e Ripoli a trasferirsi su un cuneo di terra tra i due fiumi Maira ed il rio Rigamberto. Al suo fianco “Etta”, la bella paesana diventata Dragonetta il giorno del matrimonio, celebrato proprio a Carnevale. Con loro il Gran Ciambellano, il Giullare, i paggi e le damigelle.
Si è tenuto la prima domenica di febbraio quest’anno il Carnevale a Dronero, tra maschere, storici personaggi, carretti, musica e tanti, tanti sorrisi. Una festa che ora continua e va nei luoghi, scuole e case di riposo, dove ogni gesto diventa significato profondo.
Chi può farlo se non uno dei personaggi simbolo: il mitico banditore Giuanin Pajalunga. Conosciuto non soltanto Dronero ma anche nei paesi limitrofi, anche quest’anno è tornato dal Paradiso per l’importante occasione.
Memoria per gli anziani e scoperta per i giovani, quello di Pajalunga è un affettuoso omaggio iniziato con una sua bellissima foto ricordo, tenuta ed esposta da Paolo Riba nel periodo del Carnevale e consegnata poi al dronerese Gianfranco Massimo, che nel Carnevale del 2014, dopo essere entrato nella Combriccola ed aver vestito i panni anche poi di Dragone, prese una decisione davvero importante: vestire i panni del mitico Giuanin. Quello che ci racconta è stato per lui uno dei momenti più emozionanti:
“Decisi che era giunto il momento di far ritornare colui che fu il simbolo del Carnevale Dronerese, il grandissimo Giovanni Pellegrino, in arte Giuanin Pajalunga, perché alto e sottile. Ma come fare per farlo ritornare dal Paradiso? A fine sfilata del 2014 nei panni di Dragone, decisi di fare un ringraziamento pubblico dal palco: Na persona veuj arcurdé che l’ha dait vita al Carlévè, cheur e testa a festegiè tuti j’ ani sì a Drone! El Maestro d’la baldoria en ricord a la memòria, el sò nòm a la dis lunga: GRASSIE GRASSIE Pajalunga!”
Iniziò tutto così! Il grande Pajalunga non si fece pregare due volte. L’anno successivo con una lettera indirizzata al Comune di Dronero e intestata al aindaco Acchiardi, manifestò la volontà di ritornare, con lo scopo di portare allegria, buon umore e gioiosità a bambini, adulti e anziani. Esattamente nel 2015, a 30 anni dalla sua dipartita, ci fu il suo grande ritorno:
“Boia faus sun ritornà, quanta festa si a Drone, stà Cità mi l’hai en t’al cheur, boia faus l’è Carlévè. Ve ricordi la sai lunga, sun Giuanin, si Pajalunga, en bel di v’hai salutà, l’impurtant che sun turnà.”
Nato nel 1907 e morto nel 1985, Pajalunga faceva il becchino, portando in carrozza le salme lungo le vie della città prima della sepoltura, accompagnato dai suoi due fedeli cavalli: Ciro e Nello.
“Il mio scopo era portare ogni anno qualcosa di nuovo e innovativo - dice Gianfranco Massimo - Nel 2018 ci fu il gran ritorno di Enzo Giordano (Giotto), storico autista di Giuanin Pajalunga nel periodo di Carnevale e mitico personaggio di Dronero presente in ogni manifestazione pubblica. Successivamente, per allargare il numero di figuranti del Gruppo, si inventarono e introdussero due nuovi personaggi, i Marchesi di Ricogno. In seguito per onorare il Grande Giuanin inventai pure una pizza “La pizza Pajalunga” con tanto di spinaci (per affrontare le lunghe serate Carnevalesche) e le acciughe, che dovevano essere rigorosamente della Val Maira.”
Quest’anno Giuanin Pajalunga ha fatto il suo ritorno a Busca, dai bimbi della scuola dell’infanzia. Lunedì ha fatto una sorpresa anche ai bimbi della scuola dell’infanzia di Caraglio e con Rita Barale di “Una chitarra, 100 illusioni” andrà a portare la sua ventata di buonumore alle strutture della Val Vermenagnia Grana e Gesso, mentre con con l’artista poliedrica, menestrella cantastorie Valeria Arpino sarà alle scuole droneresi e alle strutture della Valle Maira.
Pajalunga sarà poi ospite alla grande sfilata del Carnevale di Demonte domenica 22 febbraio. Sempre a portare sorrisi, sempre con il suo motto “Aleghèrrr!”, Pajalunga celebra la bellezza del non dimenticare e la gratitudine. Ed ormai Gianfranco e Giuanin non condivido più soltanto l’iniziale del nome, ma quella voglia di incontrare le persone ed intingere nel loro cuore l’allegria. Tanto che Giuanin quest’anno lascerà a Gianfranco il suo cappello prima di ripartire per il Paradiso e proprio lì dentro per magia compariranno due mazzi di carte: sarà così che arriverà Mago Giuanin, che fa stupire grandi e piccini… E leva tutti i sagrìn!







