Un pomeriggio di colori, sorrisi e tradizione hanno riempito la Residenza Emanuele Tapparelli D’Azeglio grazie alla presenza delle storiche maschere saluzzesi Ciaferlin (Beppe Roatta) e la Castellana Marianna Peotta, che hanno portato allegria e spirito carnevalesco tra gli ospiti.
Quest’anno le maschere del Tapparelli hanno preso vita grazie a Melchiorre Lauteri, nei panni di Monsù Tapparellino, e alla dolcissima signora Rinuccia Bonardo, Madama Tapparellina.
Le maschere della residenza sono nate nel 2024 dal desiderio degli ospiti di avere delle maschere tutte loro, che potessero rappresentare la loro casa e la loro identità.
"Così sono nati Monsù Tapparellino e Madama Tapparellina, nomi scelti in onore della Residenza in cui vivono e per rimarcare con orgoglio le radici piemontesi. Madama Tapparellina indossa abiti eleganti, curati nei dettagli, simbolo di raffinatezza e tradizione. Monsù Tapparellino, invece, è un animo simpatico e campagnolo: genuino, spiritoso, sempre pronto alla battuta e al sorriso."
Insieme raccontano due anime che si completano: quella più elegante e quella più semplice, entrambe autentiche e profondamente legate al territorio.
Ogni anno avviene il cambio della maschera: un momento atteso che crea suspense, curiosità e un pizzico di magia tra gli ospiti.
Chi sarà quest’anno Monsù Tapparellino? E chi vestirà i panni di Madama Tapparellina?
Nella portineria della Residenza sono inoltre esposti due abiti del Carnevale saluzzese, concessi dalla Fondazione Bertoni di Saluzzo, per permettere ai residenti di ammirare e vivere appieno l’atmosfera e la tradizione del Carnevale della nostra città.









