“Apprendiamo senza stupore delle prime condanne per le torture avvenute nel carcere di Cuneo. Fin dall’inizio, da garantisti, abbiamo sostenuto che le responsabilità dovessero essere accertate in un’aula di tribunale e non sui media. Oggi però le sentenze arrivano, e confermano la gravità dei fatti. Nelle nostre numerose visite degli ultimi anni abbiamo raccolto più volte segnalazioni di maltrattamenti. È per questo che colpisce profondamente sapere che gli agenti e il medico oggi condannati siano rimasti in servizio, perlopiù nello stesso luogo, nonostante le denunce. Al netto delle condanne penali, chiediamo che l’ASL disponga immediatamente la rimozione del medico condannato e che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria faccia altrettanto per l’ispettore gli agenti coinvolti. Uno Stato di diritto non può tollerare che chi indossa una divisa o presta giuramento come medico si trasformi in aguzzino e che colleghi rimangano omertosi. Quando la divisa e il camice si trasformano in scudo per la violenza, non siamo di fronte a mele marce, ma a un fallimento gravissimo del sistema che deve essere sanato senza esitazioni”. Lo afferma in una nota Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani.





