Attualità - 18 febbraio 2026, 13:15

Medici di famiglia, previsti solo 20 ingressi nel Cuneese contro 89 carenze

Graduatorie in assegnazione ma mancano gli accordi attuativi nelle singole Asl per completare le aggregazioni funzionali territoriali. Lorenzo Marino, segretario Fimmg Cuneo: “La riforma da noi auspicata procede a rilento”

Medici di famiglia, previsti solo 20 ingressi nel Cuneese contro 89 carenze

Sono in fase di assegnazione gli incarichi dei nuovi medici di famiglia, secondo le graduatorie definitive. Saranno solamente una ventina nel Cuneese a coprire le 89 carenze (58 sull'Asl Cn1 e 31 sull'Asl Cn2) pubblicate nel documento dello scorso marzo.

Non sono più molti i medici disponibili a lavorare sul nostro territorio – commenta Lorenzo Marino, segretario provinciale Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) - perché chi ha scelto la medicina generale in questi anni è già entrato nel sistema ed ampiamente operativo, mentre chi rimane in attesa di affidamento dell'incarico rischia di uscire perché prova altri concorsi, trovando spazio nel privato e si riorganizza, o sceglie una seconda specializzazione”.

Si tratta dei primi a entrare a ruolo unico. Dal 2025, infatti, per chi inizia l'attività di Assistenza Primaria è previsto che svolga sia delle ore nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) a quota fiduciaria (la tradizionale attività in studio come medici di famiglia) sia a quota oraria (ex guardia medica ma con attività anche in orario diurno feriale). Le attività orarie si svolgeranno nelle case di comunità, ma anche sul territorio e negli studi medici per essere il più possibile vicini ai pazienti.

Su questo ultimo punto, però, si sta verificando un ritardo, perché mancano ancora gli accordi attuativi aziendali che devono normare la parte della quota oraria, quindi l'assegnazione iniziale sarà inevitabilmente deficitaria. 

La riforma delle AFT è prevista dall'accordo regionale risalente al 2024, che allo stato dei fatti non è ancora entrato a pieno regime. “L'accordo regionale – spiega Marino - ha stabilito che pur senza prevedere spese aggiuntive al bilancio regionale si rimodulava il servizio di continuità assistenziale (attualmente notturno, prefestivo e festivo) creando la possibilità ai medici di garantire ore diurne per una migliore assistenza ai pazienti, ma non è ancora stato applicato. Con le carenze che ci sono, inoltre, i turni dell'ex guardia medica vengono attualmente coperti principalmente da medici specializzandi in altre discipline che hanno davvero poca disponibilità a fare attività cliniche diurne feriali. I medici che avviano l'attività a ruolo unico dal 2025, quindi, dovranno fare 38 ore settimanali comprese quelle diurne e contemporaneamente aprire lo studio per l'attività a ciclo di scelta con i pazienti che li potranno scegliere”.
 

Cosa sono le aggregazioni funzionali territoriali?

Per aggregazione funzionale territoriale si intende un gruppo di medici che agisce congiuntamente in un dato territorio comune. Sono medici di famiglia (la terminologia corretta ad oggi è in realtà Medici di Assistenza Primaria a ciclo di scelta - spiega Marino), che fanno rete condividendo tra loro le schede sanitarie dei propri pazienti per finalità di cura e rispettando tutte le normative in tema di privacy. A questi medici si aggiungono quelli di Assistenza Primaria a quota oraria (le ex guardie mediche o ex continuità assistenziale).

Allo stato attuale, però, questi medici svolgono servizio solo nei prefestivi, festivi e notturni gestendo l'indifferibilità, ovvero le acuzie che non necessitano di ospedalizzazione, suffragando il ruolo dei medici di famiglia quando non sono operativi temporalmente. 

Al momento la fase delle assegnazioni dei medici di assistenza primaria a quota oraria, però, è ancora interlocutoria
“Dall'Asl – chiarisce Marino - aspettano che sia la Regione a chiedere di chiudere gli accordi riguardo i medici a quota oraria per le Aft. Per ora si è definito quello con l'Asl Cn1 e Cn2 per i soli medici di Assistenza Primaria a ciclo di scelta decidendo come organizzare al meglio gli orari degli ambulatori e la rete delle disponibilità. Sono stati eletti i referenti: 18 Aft in Cn1 e 6 in Cn2, e abbiamo iniziato le riunioni mensili per definire organizzazione, progetti ed obiettivi”.

L'obiettivo sarà ottimizzare le risorse e redistribuirle adattandole meglio alle nuove esigenze, privilegiando la prevenzione e la presa in carico delle cronicità in espansione su tutti i territori e insostenibili in capo ad un medico di medicina generale che lavora da solo.

Rete, dati condivisi in cloud, un sistema integrato nelle aree sia periferiche che urbane sono le coordinate della rotta per il futuro della medicina territoriale.

Soprattutto – aggiunge Marino - ci serve le presa in carico proattiva per la cronicità (es. scompenso cardiaco, diabete, bronchite cronica, osteoporosi - ndr), che ad oggi manca”.

Carenza che verrebbe compensata dalla messa in funzione a pieno regime delle aggregazioni funzionali territoriali, che secondo il segretario provinciale della Fimmg di Cuneo “è vincente in questo processo di ottimizzazione della presa in carico, anche se i pazienti potranno sempre esser visitati dal 'proprio medico'. Ma potranno essere inseriti in questi percorsi proattivi per migliorare ed intensificare la presa in carico, senza necessariamente rivolgersi a specialisti. Stiamo infatti definendo una campagna di informazione per accompagnare questo processo di cambiamento”.

L'attività delle AFT con i medici a ciclo di scelta a breve sarà dunque a regime, aspettando quella a quota oraria che si spera arrivi a compimento entro l'anno.

Sara Aschero

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