Eventi - 18 febbraio 2026, 15:37

Elvira Serra alla Fondazione Mirafiore di Serralunga d'Alba condivide una riflessione sulla vocazione di raccontare le vite degli altri

La giornalista del Corriere della Sera venerdì 27 febbraio presenta il romanzo "Le voci di Via del silenzio". In programma anche due nuovi appuntamenti: "La cucina del putagé" il 27 marzo e una serata dedicata a Fantozzi il 17 aprile

Elvira Serra

Elvira Serra

Che cosa significa scegliere di raccontare la vita degli altri? E quale responsabilità comporta trasformare in parole le svolte, le cadute, le rinunce di chi ci sta di fronte?

Venerdì 27 febbraio alle ore 19 la Fondazione Mirafiore di Serralunga d'Alba ospita Elvira Serra, tra le firme più autorevoli del giornalismo italiano, per un incontro che intreccia letteratura e mestiere, vocazione personale e sguardo sul mondo. Al centro della serata l’ultimo romanzo, Le voci di Via del silenzio (Solferino), ma anche una riflessione più ampia sul senso del raccontare.

La storia prende avvio da una scelta radicale: quella di una donna che, dopo una vita trascorsa in prima linea come inviata speciale, decide di entrare in clausura. A seguire questa vicenda è Luca, giovane giornalista radiofonico convinto di poter trasformare quell’intervista in un podcast di successo. Ma l’incontro con madre Maria Benedetta – al secolo Giulia Belgioioso – sull’isola di San Giulio si rivela ben altro: un confronto serrato che scava nel passato della monaca e, insieme, nelle ambizioni e nei dubbi del cronista. Serra costruisce così un dialogo che va oltre la trama narrativa e diventa riflessione sul peso delle scelte, sul valore delle rinunce, sulla ricerca di senso che attraversa ogni esistenza. Con una scrittura limpida e affilata, Serra mette in scena due percorsi solo apparentemente lontani, uniti dalla stessa urgenza: capire chi siamo quando il rumore del mondo si fa troppo forte.

Nata a Nuoro nel 1972, Elvira Serra è una delle firme storiche del Corriere della Sera, dove si occupa di cronaca e costume, firma interviste e cura la rubrica “Polaroid”. Scrive per “La ventisettesima ora” e collabora con settimanali nazionali. Dopo Le stelle di Capo Gelsomino e Tutto da vivere, torna con un romanzo che conferma la sua capacità di osservare i passaggi decisivi dell’esistenza, quelli in cui una vita cambia direzione.

Due appuntamenti di segno diverso, ma entrambi profondamente radicati nell’immaginario e nella memoria collettiva, arricchiscono il calendario della Fondazione. Venerdì 27 marzo con “La cucina del Putagé” Luciano Bertello – affiancato dal fotografo Sergio Ardissone e da alcuni ristoratori che ancora oggi utilizzano la storica cucina economica – riporta al centro della scena uno degli oggetti-simbolo della cultura contadina piemontese: il putagé, focolare domestico e cuore delle case di un tempo, raccontato come emblema antropologico, affettivo e gastronomico di un mondo che resiste. Venerdì 17 aprile sarà invece la volta di “Fantozzi!!! Un mito italiano”, serata dedicata alla maschera tragicomica creata da Paolo Villaggio: attraverso il libro e la mostra curati da Guido Andrea Pautasso e Luca Bochicchio, e con la proiezione di spezzoni iconici, il ragioniere più celebre del nostro immaginario verrà riletto come antieroe capace di raccontare, tra ironia feroce e malinconia, le fragilità e le contraddizioni dell’Italia contemporanea

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero su prenotazione tramite fondazionemirafiore.it.

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