Dopo dieci anni di discussioni, dibattiti pubblici, raccolte firme e ricorsi amministrativi, per Piazza Europa sembra arrivato il tempo delle decisioni operative. È stata pubblicata oggi, giovedì 19 febbraio, la determina che autorizza il subappalto per l’abbattimento dei dieci cedri dell’Atlante al centro del progetto di riqualificazione della piazza.
Il provvedimento – determinazione n. 265 del 12 febbraio 2026 – porta la firma del dirigente del Settore Lavori Pubblici, ingegner Walter Martinetto, e autorizza l’impresa S.A.M. Costruzioni di Cherasco, già affidataria dell’intervento, a subappaltare i lavori di “abbattimento alberi” alla ditta Giordanengo Legnami di Giordanengo Ivan & C. S.n.c., con sede a Robilante. L’importo previsto è di 8.000 euro, di cui 400 per oneri legati alla sicurezza. La determina precisa che resta in capo all’impresa appaltatrice la responsabilità diretta nei confronti dell’Amministrazione per l’esecuzione dei lavori.
L’atto rappresenta un passaggio formale ma significativo all’interno di una vicenda che, dal 2016 a oggi, ha attraversato diverse fasi progettuali, politiche e giudiziarie.

Dal parcheggio sotterraneo al nuovo progetto di superficie
Il primo capitolo si apre tra il 2017 e il 2018, quando il fulcro della riqualificazione era un parcheggio sotterraneo sotto la piazza: due piani interrati, 165 posti auto e 4 stalli moto a rotazione al piano -1, 130 box privati al piano -2, con colonnine per la ricarica elettrica. L’obiettivo dichiarato era liberare la superficie dalle auto, eliminare la “breccia” viaria attorno ai portici e restituire spazio a socialità e commercio, compensando anche i posti persi con le piste ciclabili nelle vie limitrofe.
Il progetto, tuttavia, si è arenato. Il bando andò deserto: nessun operatore privato si assunse il rischio di scavi in un’area densamente urbanizzata. Anche il tentativo di vendita dei box ai privati, tra aprile e maggio 2023, non produsse risultati. A pesare, oltre ai costi elevati e ai dubbi sulla sostenibilità economica, anche le critiche di chi vedeva nell’opera un incentivo al traffico in centro.
Archiviata l’ipotesi interrata, l’Amministrazione ha scelto di concentrare le risorse del DPCM 25 maggio 2016 – il cosiddetto “bando periferie”, che assegna all’intervento 3,85 milioni di euro – su una riqualificazione interamente superficiale.

Il progetto esecutivo e lo scontro sui cedri
Il nuovo progetto, approvato dalla Giunta guidata dalla sindaca Patrizia Manassero con delibera n. 88 del 25 marzo 2025, punta a ridisegnare la piazza senza scavi: nuove pavimentazioni in continuità con i portici, maggiore connessione con le scuole, spazi di aggregazione e un complessivo riassetto del verde.
Elemento centrale, e più contestato, resta l’abbattimento di dieci cedri dell’Atlante, piantati intorno al 1970, ritenuti dall’Amministrazione non storici e caratterizzati da problemi di stabilità. Il progetto prevede la messa a dimora di 46 nuovi alberi e arbusti.
A ottobre 2025 il Consiglio di Stato aveva disposto una sospensione dei lavori su ricorso dei comitati “Di Piazza in Piazza” e “Sos Cedri”, promotori di una raccolta di circa 9.000 firme. A gennaio 2026 il Tar Piemonte ha dichiarato inammissibile un ulteriore ricorso presentato da associazioni ambientaliste, tra cui Pro Natura e Legambiente, confermando la possibilità di procedere.
Nel frattempo, l’intervento era stato affidato con determinazione n. 1768 del 2 ottobre 2025 alla S.A.M. Costruzioni per un importo di 2.224.283,03 euro, oltre Iva, di cui 99.007,49 euro per oneri di sicurezza e 558.410 euro per costi della manodopera.
Con la richiesta protocollata l’11 febbraio 2026, l’impresa ha chiesto l’autorizzazione a subappaltare la fase di abbattimento alla ditta di Robilante. Il dirigente, verificata la regolarità contributiva e il rispetto delle prescrizioni del nuovo Codice degli Appalti, ha dato il via libera.
Una discussione lunga dieci anni
La pubblicazione della determina riporta la vicenda al punto di partenza: la realizzazione dell’opera. Resta aperto un nuovo ricorso annunciato dai comitati al Consiglio di Stato e una richiesta di confronto rivolta alla sindaca per individuare eventuali soluzioni alternative, come proposte progettuali già avanzate negli anni scorsi.
Tra le critiche più ricorrenti dei sostenitori del “no” all’abbattimento vi è quella di un presunto mancato ascolto da parte del Comune. Tuttavia, la storia di Piazza Europa racconta di una delle discussioni pubbliche più lunghe e partecipate degli ultimi anni a Cuneo: dieci anni di assemblee, presidi, confronti in Consiglio comunale, interventi tecnici, passaggi giudiziari e migliaia di firme raccolte.
Ora, con l’autorizzazione al subappalto per l’abbattimento dei cedri, il procedimento amministrativo entra nella sua fase più concreta.
La scadenza dei lavori, prorogata dallo Stato a giugno 2026, segna l’orizzonte temporale di un’opera che, comunque la si giudichi, ha già lasciato un segno profondo nel dibattito pubblico cittadino.





