Attualità - 19 febbraio 2026, 16:23

Saluzzo, il restauro di Palazzo Monterosso diventa "buona pratica" regionale

L'Amministrazione presenta il progetto di riqualificazione dello storico edificio che accoglierà le scuole salesiane. Investimento di 2,7 milioni tra conservazione e innovazione

Saluzzo, il restauro di Palazzo Monterosso diventa "buona pratica" regionale

È una "buona pratica" presentata oggi, giovedì 19 febbraio, all'evento della Regione Piemonte «UrbanCoop» sulle «Sua - Strategie urbane d'area», che si è svolto a Busca. Le "Sua" sono iniziative per aggregazioni amministrative di cui Busca è Comune capofila e di cui Saluzzo fa parte. La vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici Francesca Neberti è intervenuta, insieme al dirigente dell'Ufficio tecnico del municipio Flavio Tallone, per illustrare il dossier definito "buona pratica", cioè il progetto di riqualificazione dello storico "Palazzo Monterosso" di via San Giovanni nel centro storico, anni fa sede dell'Istituto d'arte «Bertoni», che diventerà la nuova "casa" delle scuole salesiane «Cnos Fap», oggi già presenti in città in un altro sito poco distante, che accolgono centinaia di studenti e che potranno così ampliare così l'offerta formativa. Nello stesso evento hanno illustrato iniziative progettuali altri Comuni della Granda come Alba, Bra, Mondovì.

["Palazzo Monterosso" di via San Giovanni a Saluzzo]

«Questo progetto – ha spiegato Neberti ha un duplice obiettivo: da un lato recuperare e valorizzare un edificio storico di grande rilievo, oggi inutilizzato; dall'altro trasformarlo in un polo formativo moderno, capace di rispondere ai bisogni educativi e professionali attuali. Non si tratta solo di un cantiere edilizio, ma anche di un intervento integrato di rigenerazione urbana e sociale». L'idea progettuale si fonda su un principio chiaro: intervenire in modo rispettoso dell'esistente, preservando l'identità storica dell'edificio e valorizzandone gli elementi di pregio. L'approccio è di tipo conservativo: le scelte degli architetti mirano a mantenere leggibile la struttura originaria, integrando interventi tecnici per garantire sicurezza, funzionalità ed efficienza energetica. È previsto anche il completo rifacimento degli impianti elettrico, idrico e di riscaldamento.

«Particolare attenzione – ha aggiunto la vicesindaca - è stata dedicata ai materiali e alle finiture: il recupero degli intonaci, la sostituzione dei serramenti con elementi coerenti con il disegno originario, il rifacimento delle pavimentazioni e della copertura contribuiscono a restituire unità e qualità all'insieme. Lo scopo è coniugare conservazione e innovazione, mantenendo il carattere storico dell'immobile e rendendolo pienamente funzionale alle nuove esigenze». L'importo complessivo dell'intervento, pari a 2 milioni e 690 mila euro, è coperto per 1 milione e 324 mila euro da contributo regionale attraverso i fondi PR-FESR 2021-2027, per 450 mila euro da un cofinanziamento derivante dal contributo Cnos-Fap e per 916 mila euro da fondi propri dell'Amministrazione civica di Saluzzo, già inseriti nel bilancio corrente 2024.

«L'insediamento del polo formativo dei Salesiani in questa sede – precisa Neberti - produce effetti che vanno oltre la riqualificazione dell'edificio stesso. La presenza quotidiana di centinaia di giovani nel centro storico, infatti, rappresenta un'azione concreta di rigenerazione urbana: riattiva flussi, sostiene le attività locali e contribuisce a rendere l'area più viva e presidiata. Il progetto è il risultato di un lavoro tecnico e amministrativo articolato. L'Ufficio Tecnico e i professionisti coinvolti hanno sviluppato una proposta solida e coerente, capace di tenere insieme tutela del patrimonio, qualità progettuale e sostenibilità dell'intervento. A loro va il nostro ringraziamento per il contributo concreto e per la collaborazione garantita in tutte le fasi del percorso. Siamo convinti che questo intervento rappresenti un passaggio importante per il futuro della città: un investimento su un edificio simbolico che diventa investimento sulle persone, sulla formazione e sulla capacità del territorio di innovare senza perdere la propria identità».

cs

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