Eventi - 19 febbraio 2026, 10:46

Si torna a parlare di Oddone Pascale e del suo polittico per la chiesa di San Giovanni

"Oddone Pascale e la riscoperta dei primitivi piemontesi" titolo dell'incontro a Saluzzo, sabato 21 febbraio al museo diocesano, dove il capolavoro è eccezionalmente allestito. Interventi del vescovo Bodo, di Marco Galateri di Genola e di Massimiliano Caldera

Pascale Oddone, adorazione dei pastori

Pascale Oddone, adorazione dei pastori

Si tornerà a parlare di Oddone Pascale, autore del capolavoro realizzato per marchesi di Saluzzo, destinato alla chiesa di San Giovanni. L'appuntamento è per sabato 21 febbraio alle 16, presso la sala Verde del museo diocesano, in via Maghelona. 

Dopo i saluti del vescovo Cristiano Bodo si succederanno gli interventi di Marco Galateri di Genola presidente di Artea e di Massimiliano Caldera funzionario storico dell’arte della Soprintendenza.

Al Museo diocesano, Galateri, importante collezionista del Piemonte tra Otto e Novecento formulerà un’ipotesi di ricomposizione del polittico dei Santi Protettori di Saluzzo, dal quale provengono le due ante laterali datatabili al 1535, assegnate a Oddone Pascale e ad oggi ammirabili temporaneamente nel Palazzo dei Vescovi per consentirne una visione ravvicinata e per celebrarne il recupero da parte del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale. Restauro finanziato integralmente dal Ministero della cultura.

Il nuovo intervento di Massimiliano Caldera, dopo la presentazione a novembre, del restauro delle otto sculture di Profeti e Apostoli della cappella marchionale di San Giovanni, sarà incentrato sulle novità e conferme di Oddone Pascale e riaccenderà l’attenzione sui temi della tutela e della valorizzazione del suo capolavoro, prodotto per il marchese Francesco e destinato ai Domenicani di Saluzzo.

In merito alle tavole dei Santi Protettori, per il catalogo della mostra “Rinascimento privato” tenutasi tra il 2022 ed il 2023 nel Museo Accorsi-Ometto, Caldera affermava: “[…] il corretto riferimento a Oddone Pascale si deve a Bartoletti […], accolto dalla critica successiva […] che ne ha notato come la presenza dei santi Costanzo e Chiaffredo, patroni di Saluzzo, consenta di accreditare l’origine delle tavole da quel territorio”.

VB

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