Cronaca - 20 febbraio 2026, 06:39

Morozzo, tentò di uccidere la moglie: il Riesame dice no al carcere e conferma i domiciliari ad Alba

Condannato a sette anni il gennaio scorso, l'uomo si trovava in cella dal settembre 2024. La Procura di Cuneo ha impugnato l'ordinanza con cui il gup aveva disposto i domiciliari e il braccialetto elettronico

Il tribunale di Torino

Il tribunale di Torino

Niente revoca della misura cautelare ma c'è l'ok del tribunale del Riesame per scontare i domiciliari a casa del fratello, ad Alba. È questa la decisione dei giudici torinesi sull'appello proposto dalla Procura di Cuneo  contro l'ordinanza del gup del tribunale con cui, nel gennaio scorso, aveva accordato al 45enne  la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari. 

L'uomo, dopo aver tentato di uccidere la moglie, si trovava in carcere. Era il settembre 2024.

In sede di discussione, il gup aveva accolto la richiesta di sostituzione della misura cautelare avanzata dalla difesa dell'imputato, il legale Pier Mario Morra, prescrivendo altresì l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Prescrizione, questa, confermata ancora dal Riesame.

Nel gennaio scorso si era infatti discusso l'abbreviato a suo carico. Accusato di tentato omicidio e maltrattamenti nei confronti della ex moglie, l'uomo era stato condannato a sette anni e quattro mesi di carcere. Per lui, la Procura aveva chiesto una pena di dieci anni. 

Quella mattina la donna stava recandosi al lavoro quando venne raggiunta dal marito nel garage della loro abitazione e colpita con un coltello. Un'aggressione il cui movente risiederebbe nella mancata accettazione da parte dell’uomo della richiesta di separazione della moglie. La donna, dopo essere stata colpita, era riuscita a scappare in strada.

I cinque colpi di coltello inferti dall’uomo per poco non la raggiunsero ad un polmone. Oggi, fortunatamente, sta bene. La vittima, ottenuto un risarcimento, aveva ritirato la sua costituzione di parte civile. 

CharB.

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