Attualità - 21 febbraio 2026, 11:18

Brossasco: si cercano soluzioni per il futuro della Porta di Valle

Dopo la rinuncia della cooperativa Viso a Viso, l’Unione montana Valle Varaita prende tempo prima di proporre un nuovo bando di gara per la gestione. Resta incerto il futuro utilizzo dell’immobile, realizzato con intenti di promozione turistica

Brossasco: si cercano soluzioni per il futuro della Porta di Valle

A distanza di quasi due mesi dalla chiusura della Porta di Valle, situata nel Comune di Brossasco a ridosso della strada provinciale, non si intravedono possibili nuove gestioni.

Si sa ufficiosamente che l’Unione montana Valle Varaita intende proporre un nuovo bando per cercare nuovi gestori, ma al momento nulla ancora è stato deciso.

Il presidente Silvano Dovetta e i suoi colleghi di giunta dell’Unione si sono presi una pausa di riflessione, anche se appare evidente a molti amministratori quanto sia difficile affrontare una situazione che, al momento, sembra non presentare vie d’uscita.

Dall’inizio del 2026 la cooperativa Viso e Viso, che ne aveva assunto la gestione nell’agosto 2024 dopo la rinuncia dei coniugi Orusa, ha abbandonato avendo costatato che “non esistevano le condizioni necessarie per proseguire nella gestione di Segnavia perché – così avevano motivato la rinuncia - gli sforzi e gli investimenti messi in campo non hanno generato le condizioni di sostenibilità economica necessarie per garantire la continuità delle nostre attività in valle Varaita”.

Quel che appare assodato è che il modello di Porta di Valle, così com’era stato concepito a suo tempo, non regge più.

Per intanto bisognerebbe capire qual è il suo ruolo rispetto agli uffici turistici, a partire da quelli di Frassino, presso la sede dell’Unione montana, o di Sampeyre, che in estate funziona a pieno ritmo. 
Poi verificarne la sostenibilità economica che, comunque si giri la frittata, manca.

E allora che farne, in prospettiva, di un immobile importante, con ampi locali e situato a metà valle, realizzato con finanziamenti pubblici?

Un tema su cui amministratori locali, imprenditori, operatori economici e turistici della valle dovrebbero avviare un confronto aprendo un dibattito per individuare come poterlo utilizzare.

Più che un ufficio turistico – osserva qualcuno - potrebbe diventare una sede/vetrina dell’economia valligiana.

Proposta suggestiva ma con quali gestione e quali finalità?

C’è anche chi pensa – se non si trovassero altre soluzioni – di cederla a privati, ovviamente tramite asta, trattandosi di un bene pubblico.

Tuttavia, anche le idee in questa direzione scarseggiano e il rischio che la struttura possa restare a lungo inutilizzata, al momento, non è così peregrina.
 

GpT

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