In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano (Mt 4,1-11).
Oggi, 22 febbraio 2026, la Chiesa giunge alla I Domenica di Quaresima (Anno A, colore liturgico viola).
A commentare il Vangelo della Santa Messa è don Cosimo Monopoli, Cappellano Militare per l'Esercito Italiano in Avellino. Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella sua riflessione per “Schegge di luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole per accendere le ragioni della speranza che è in noi.
Eccolo, il commento.
Con il mercoledì delle Sacre Ceneri abbiamo iniziato il tempo forte della Quaresima, che nell’austerità e nella penitenza ci prepara alla Santa Pasqua attraverso le sei domeniche che la precedono. Tempo maggiormente propizio per la conversione, caratterizzato dal digiuno, dalla preghiera e dalla carità; infatti i quaranta giorni, che numericamente richiamano vari episodi biblici, non sono da considerarsi nel senso cronologico, il tempo che scorre, ma da accogliere come tempo kairologico, l’opportunità della Grazia che ci viene elargita.
Ogni anno la prima Domenica di Quaresima è ricordata dal Vangelo delle tentazioni in cui viene descritto l’incontro-scontro tra Gesù e il tentatore, anzi potremmo dire una sfida, stando alla descrizione dell’evangelista Matteo: “Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato”.
Guardando al primo Adamo che cede alla tentazione del serpente, si contrappone Gesù, il nuovo Adamo, che celebra la sua vittoria sul diavolo, anche se si trova in situazione di debolezza umana, poiché “dopo quaranta giorni di digiuno nel deserto, Gesù ebbe fame”. Dinanzi alla necessità e alla debolezza il rischio di cedere al tornaconto umano è forte; ecco perché il diavolo ne approfitta, attendendo il momento opportuno, per proporre a Gesù vie più facili: il potere, l’avere e l’orgoglio.
Gesù avrebbe potuto scegliere una via più facile e giungere al successo come proposto dal diavolo, ma consapevole di avere un'altra missione, non si lascia sedurre; anzi affidandosi interamente al Padre, ci insegna che la migliore risposta a qualsiasi tentazione è il nutrimento della Parola di Dio, facendo della sua vittoria, il pegno di speranza per ogni uomo che vuole combattere e vincere la tentazione; infatti siamo consapevoli che viviamo ogni giorno nella tentazione. L’insidia del male si rinnova continuamente. È importante rafforzarci con l’ascolto della Parola di Dio, lasciarci illuminare per resistere.
Oggi Gesù ci fa capire che il diavolo può essere vinto. I suoi inganni vengono allontanati da chi resta fedele e obbediente a Dio. Accogliamo con fiducia il dono della Quaresima per diventare persone nuove e libere. Se ci lasciamo accompagnare dallo Spirito di Gesù, usciremo dalle prove con la gioia dei figli, l’entusiasmo dei servi, la luce dei salvati.





