Un accorato appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per fermare le motoseghe nel cuore di Cuneo. L’Associazione "Di Piazza in Piazza", facendosi portavoce di una petizione firmata da oltre 9.000 cittadini, ha inviato una lettera ufficiale al Quirinale per chiedere un intervento autorevole a tutela di dieci maestosi Cedri Atlantici, destinati all’abbattimento nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana.
"Si tratta di esemplari in ottima salute che da oltre settant’anni rappresentano il polmone verde e l'identità della nostra comunità", si legge nella missiva. Il Comitato definisce questi alberi come veri e propri "concittadini", ricordando come fossero presenti a fare da cornice solenne proprio durante la visita del Capo dello Stato a Cuneo nell'aprile 2023, in occasione del 78° anniversario della Liberazione.
I punti chiave della mobilitazione riguardano la violazione dell'Articolo 9 e la battaglia legale in atto. Infatti, il Comitato richiama il dettato costituzionale che impegna la Repubblica alla tutela dell'ambiente e della biodiversità, perché "abbattere alberi sani in nome di una riqualificazione che non li integra è in palese contrasto con lo spirito della nostra Carta fondamentale". Inoltre è attualmente in corso un’azione davanti al Consiglio di Stato, che si pronuncerà in merito il 5 marzo. I cittadini chiedono dunque che non si proceda con atti irreversibili prima della sentenza definitiva ("Il tempo della giustizia va rispettato").
La protesta dell'Associazione "Di Piazza in Piazza" sottolinea il mancato dialogo con l'Amministrazione locale, nonostante una piazza che solo ieri ha visto oltre 500 persone manifestare il proprio dissenso: "La democrazia vive dell'ascolto. Distruggere questo patrimonio è una sconfitta della sensibilità civile".
L'appello si chiude citando le parole dello stesso Mattarella sulla cura del patrimonio arboreo come strumento per la salute degli ecosistemi urbani, chiedendo una sospensione dell'iter per evitare quella che viene definita "una ferita dolorosissima e irreversibile" per la città.
"Confidiamo nell'Alto Magistero del Presidente – conclude l’Associazione – affinché il progresso non si traduca in sterile distruzione, ma in una integrazione sapiente tra civiltà e natura".





