Attualità - 23 febbraio 2026, 06:15

Disabilità, prosegue il lavoro di Massimiliano Caramazza nello staff del governatore Cirio: in un anno seguiti 340 casi

"Stare sul territorio è stato fondamentale per capire dove i percorsi si interrompono e perché, anche quando i servizi esistono"

Caramazza e Cirio

Caramazza e Cirio

Ascolto, presenza costante sul territorio e attenzione alle storie personali. È questo il bilancio del lavoro di Massimiliano Caramazza, che il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha voluto nel suo staff come collaboratore per affrontare i temi della disabilità e le difficoltà di queste persone ad accedere ai servizi.

A dodici mesi dall’avvio dell’incarico, Caramazza, 53 anni, cuneese, affetto da sclerosi amiotrofica spinale, ha seguito direttamente 340 casi personali interfacciandosi con enti locali, aziende sanitarie e realtà del terzo settore, col costante supporto e in coordinamento con gli assessori al Welfare, Maurizio Marrone, e alla Sanità, Federico Riboldi.

Un anno fa Caramazza era entrato a far parte della squadra del presidente dopo un post-appello scritto sui social e poi ripreso da alcuni giornali nel quale raccontava le difficoltà quotidiane delle persone con disabilità nell’accesso ai contributi, nell’ottenimento dei diritti, passando per tutte quelle barriere, architettoniche, burocratiche e amministrative, che quotidianamente devono affrontare.

Da qui la richiesta del presidente di poter collaborare per provare a risolvere i tanti problemi aperti, grazie all’esperienza e allo sguardo personale di chi li affronta tutti i giorni. Un percorso che in questo primo anno ha permesso di intercettare difficoltà ricorrenti e di portarle dentro un confronto istituzionale per trovare soluzioni.

«Abbiamo chiesto a Massimiliano Caramazza di darci una mano perché accanto alle nostre strutture tecniche che si occupano da sempre e bene di disabilità e assistenza, volevamo avere con noi una persona che avesse conoscenza diretta delle situazioni - puntualizza il presidente Cirio -. Questo ci ha consentito di affrontare piccole situazioni che però sono grandissime per chi le vive e di cui la pubblica amministrazione ha il dovere di farsi carico: in questo primo anno infatti abbiamo raccolto un patrimonio di ascolto e di conoscenza che oggi ci consente di lavorare meglio come istituzione. La Regione ha proprio questo compito. Cioè quello di ridurre le distanze e rendendo i percorsi più chiari, e questo è il metodo che vogliamo continuare a seguire: costruendo risposte sulla base dei bisogni delle persone».

«Questo incarico è nato dall’idea che per affrontare davvero il tema della disabilità servano prima di tutto ascolto, sensibilità e esperienza diretta - spiega Caramazza -. Stare sul territorio è stato fondamentale per capire dove i percorsi si interrompono e perché, anche quando i servizi esistono. La richiesta di supporto è molto alta e il riscontro che arriva dal mondo medico e amministrativo è incoraggiante. Il lavoro svolto in questo primo anno serve a creare le condizioni perché le risposte diventino più chiare, più coordinate e più vicine alle persone».

Dal monitoraggio dei casi emerge infatti che la principale criticità deriva dalla difficoltà di orientarsi tra informazioni e competenze diverse, all’interno di procedure complesse. Accanto a questo, una parte significativa delle segnalazioni ha riguardato sovrapposizioni normative tra i vari livelli dello Stato, che possono generare rallentamenti e aspettative non sempre coerenti con le competenze della Regione.

«Il lavoro svolto con passione e professionalità da Caramazza - sottolinea l’assessore Riboldi - è stato fondamentale per affiancare alle politiche pubbliche l’ascolto diretto delle persone e delle loro famiglie. I 340 casi seguiti non sono numeri, ma storie che ci aiutano a individuare criticità concrete nei percorsi sanitari, sociali e amministrativi e a migliorare l’integrazione tra i servizi».

«Sto conoscendo e apprezzando Massimiliano come persona - conclude l’assessore Marrone - che unisce un carattere determinato, allergico a ogni ingiustizia, con il necessario pragmatismo richiesto da una materia così delicata. Le qualità che servono alla squadra del welfare piemontese per lavorare al meglio».

[Massimiliano Caramazza tra Marrone, Cirio e Riboldi]

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