L’importanza della donazione, l’utilità di un’azione tanto semplice quanto indispensabile affinché siano salvate molte vite, l’esempio gratuito e volontario, che permette agli ospedali di garantire operazioni chirurgiche programmate e tanto altro nell’intervista al presidente dell’Avis Bra, Armando Verrua, con la speranza di riuscire a convincere anche i più giovani dell’importanza di un piccolo gesto d’amore. Dalla voce di chi ha steso il braccio ben 275 volte. Un record!
Armando, perché donare sangue è importante?
«Donare il sangue è un gesto semplice che può salvare vite. Il sangue è un elemento essenziale per numerose terapie e interventi chirurgici e la sua disponibilità dipende esclusivamente dalla generosità dei donatori».
Che cosa è emerso dall’assemblea sociale dell’Avis?
«È stato un momento di sintonia, sinergia e coesione davvero significativo per la nostra associazione. Attraverso il valore della compattezza l’Avis può affrontare e superare qualsiasi prova. Lo dimostra il traguardo dei 79 anni di vita di un sodalizio che ha sempre posto al centro della propria azione i donatori».
Quali sono le priorità per l’Avis Bra?
«È senza dubbio impellente avere un luogo più adeguato alla nostra esigenza. Quindi occorre trovare un dialogo proficuo con l’Asl e l’amministrazione per poter disporre al più presto di nuovi ambienti e garantire quell’operatività finalizzata all’efficientamento del rapporto e dei servizi dedicati ai donatori».
Come si potrebbe ulteriormente incentivare i giovani a conoscere l’Avis?
«Intanto ringrazio il team Avis che ha fatto e sta facendo un lavoro inestimabile presso le scuole, visto che gran parte dei giovani che si sono iscritti finora provengono proprio da queste realtà. Dopodiché, il modo migliore per divulgare resta il passaparola, oltre alle varie manifestazioni che ci vedono in prima linea per fare informazione e comunicazione, anche sui social».
Che importanza ha avuto l’Avis nella tua esperienza personale?
«Per me è stato importante lo stesso scopo sociale dell’Avis, ovvero quello di donare sangue a chi ne ha bisogno senza poi sapere a chi va. L’impegno dei donatori e soprattutto dell’Avis è quello di migliorarsi sempre. Perché siamo consci che la salute di molte persone dipende da noi».
Cosa significa per te essere presidente dell’Avis Bra?
«Al di là dell’orgoglio, c’è un forte senso di responsabilità, sia per l’importanza che riveste questa associazione sia per la consapevolezza della complessità delle sfide che ci attendono. Si va avanti con la fiducia che non si lavora mai da soli, ma insieme agli altri».
Per concludere, a chi vuoi dire grazie?
«Ai tanti volontari che testimoniano l’amore per l’associazione, donando oltre al sangue anche tempo ed energie. Ringrazio soprattutto i donatori, che sono il cuore pulsante dell’Avis nella loro semplicità, umanità e senso di generosità. Infine ringrazio l’amministrazione e tutte le associazioni e gli Enti con cui collaboriamo costantemente nel diffondere l’importanza della donazione come gesto di solidarietà e impegno civico».
Morale? Andate a trovare l’Avis in via Vittorio Emanuele II, 1 a Bra, oppure visitate il suo sito internet. Provate a donare o a diventare volontari, starete meglio voi e farete del bene agli altri.





