Fi, fija, fjà, àŕa o aŕà? Non cercatene il significato poiché non c’è. E non è questione di essere sbiri come dicevano i nostri ce, e nemmeno di essere dŕu. Si tratta semplicemente di un piccolissimo frammento del tema che sarà trattato nel terzo incontro della Università dell’Alta Langa che si terrà a Borgomale il prossimo 27 febbraio alle 16.
Leggere e scrivere il langhetto è un viaggio tra la Storia (con la S maiuscola) e tante storie, tra le Grammatiche e la “scrittura fai da te”. E’ infine un viaggio tra parole scomparse ed altre venute dai quattro angoli del mondo.
Non si ascolterà solamente una conferenza ma Walter Gabutti guiderà il pubblico nei meandri della memoria alla scoperta delle voci degli avi che parlavano e ci parlavano solamente in langhetto. Loro, in modo inconsapevole, ci hanno trasmesso un patrimonio culturale.
Ogni parola che ci dicevano non definiva solamente un oggetto o un concetto, indicava un “sapere”, un modo di vivere. Siamo in grado e abbiamo la voglia di conservare questa ricca eredità?





