Riceviamo e pubblichiamo:
"Oggi in Consiglio regionale ho presentato un’interrogazione urgente a risposta immediata per chiedere alla Giunta quali strumenti regionali possano rafforzare la partecipazione civica nei processi di trasformazione e rigenerazione urbana nei nostri comuni.
Ho richiamato il caso di Cuneo e del progetto di riqualificazione di Piazza Europa, che prevede l'abbattimento di dieci cedri dell’Atlante storicamente presenti nell’area e che in questi giorni vede un forte fermento in città. Una vicenda che in questi anni ha prodotto una mobilitazione ampia e trasversale della comunità locale e che rappresenta un esempio concreto di come, in assenza di adeguati strumenti vincolanti di confronto preventivo, si possano generare polarizzazioni e contenziosi.
Come cittadina di questa provincia e come consigliera regionale, non posso nascondere il dispiacere per il clima che si è creato attorno a questa scelta. Quando una parte significativa della comunità si sente esclusa o non ascoltata, è un segnale che dovrebbe interrogare tutti, a prescindere dalle posizioni nel merito.
Negli ultimi anni, in molte realtà, interventi anche formalmente legittimi hanno generato conflitti significativi con la cittadinanza, con ricadute negative sul clima istituzionale e sulla fiducia verso le amministrazioni. Spesso questi conflitti nascono da processi decisionali percepiti come poco trasparenti o scarsamente partecipati.
Alla mia interrogazione è stato risposto che, ad oggi, non esistono strumenti regionali formali e vincolanti in materia di partecipazione e consultazione pubblica nei processi di trasformazione urbana.
Ritengo che sia importante aprire un lavoro su questo tema. Non si tratta di imporre nuovi obblighi in modo indiscriminato, ma di prevedere accompagnamento, coordinamento e anche sostegno finanziario da parte della Regione. Si potrebbe, ad esempio, stabilire che sopra una certa soglia di finanziamento pubblico sia obbligatoria una forma strutturata di consultazione pubblica. La riqualificazione di una piazza rientra certamente tra gli interventi che incidono in modo diretto sulla vita delle persone. E l’abbattimento di dieci cedri dell’Atlante non può essere solo una scelta tecnica: oltre alla funzione ambientale, quegli alberi hanno un valore storico, simbolico, di memoria storica e comunitaria. È questo che sta particolarmente a cuore a molti cittadini. Quando nasce un comitato contro una decisione, quello è già un segnale che richiede un’attivazione consultiva istituzionale tempestiva e strutturata.
Ma perché la partecipazione sia reale, deve essere sostenibile. Referendum locali (che vadano oltre la consultazione online che su Cuneo ha visto molti limiti), sul modello di esperienze consolidate come quelle svizzere, o altre forme di consultazione pubblica hanno un costo organizzativo che spesso rappresenta un ostacolo per i Comuni. Se chiediamo più partecipazione, dobbiamo anche prevedere risorse dedicate per renderla praticabile.
Gli enti locali non possono essere lasciati soli, con risorse limitate, a gestire processi complessi che incidono direttamente sulla vita delle persone. Rafforzare la qualità del confronto pubblico significa prevenire conflitti, migliorare le decisioni e consolidare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadinanza.
Non sono riflessioni contro qualcuno, ma a favore di un metodo: più confronto, più trasparenza, più strumenti e più risorse per prevenire fratture che poi diventano difficili da ricomporre. Credo che le istituzioni abbiano il dovere di farsi carico anche di questo.
Giulia Marro, Consigliera regionale del Piemonte (AVS)"





