Quello che è successo a Cuneo nell'ultima settimana e, con una straordinaria accelerazione, da domenica pomeriggio all'alba di ieri lunedì 23 febbraio e poi nel corso delle concitate ore della giornata, fino al Consiglio comunale, è qualcosa che in città non si era mai visto.
Ci riferiamo alla contrapposizione netta tra una parte dei cittadini, contrari all'abbattimento dei cedri di piazza Europa nell'ambito dell'intervento di restyling dell'area, e l'amministrazione, che ieri mattina ha dato il via all'allestimento del cantiere all'alba, a pochi giorni dalla decisione del Consiglio di Stato proprio su quell'abbattimento.
Non ripercorriamo quanto accaduto negli ultimi giorni, basti dire che la Giunta ha deciso di attendere il pronunciamento del 5 marzo, di fatto accettando la richiesta delle minoranze, compattissime in questa vicenda, e delle centinaia e centinaia di cittadini che vogliono che i dieci cedri dell'Atlante restino al loro posto, a fare ombra alla piazza.
Ieri, in Consiglio comunale, il tema, seppur non previsto, è stato quello su cui si è aperta la seduta.

C'è stata una parola comune agli interventi di tutti i capigruppo delle minoranze. Ed è stato il grazie dei cittadini.
Perché hanno ricordato a Cuneo, la città sabauda dove la protesta non è di casa, uno dei fondamenti più profondi della democrazia: l'importanza della partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano il futuro della città.

Le giornate appena trascorse hanno restituito l’immagine di una comunità vigile e partecipe, capace di mobilitarsi per difendere ciò che considera parte della propria identità e del proprio patrimonio. La presenza costante di cittadini in piazza e la volontà di essere ascoltati hanno rappresentato un segnale forte, che ha portato al risultato di ieri.
Il Consiglio comunale si è aperto con l’intervento della sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, che ha invitato a un confronto civile e responsabile e rivolto un appello sincero affinché si possa continuare a ragionare sul progetto e raccogliere le sollecitazioni emerse, ricordando che i cittadini, sia presenti sia assenti, sono comunque coinvolti nelle decisioni. Infine la dichiarazione che i lavori restano sospesi fino alla pubblicazione della sentenza.
Giuseppe Lauria ha salutato con favore il pubblico presente, lo stesso che in mattinata ha dato "uno straordinario esempio di resilienza e di incredibile determinazione".
"Se oggi siamo qui a discutere – ha affermato – lo dobbiamo a quel pubblico e alle persone che hanno presidiato la piazza. Senza quanto accaduto questa mattina, probabilmente non saremmo qui". Ha poi ribadito la contrarietà all’abbattimento dei cedri, definito «inutile», dichiarando la disponibilità a interventi di ammodernamento della piazza purché gli alberi vengano preservati. Ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine per la gestione dell’ordine pubblico.

Anche Ugo Sturlese ha ringraziato i cittadini, evidenziando come abbiano agito in piena autonomia, senza alcun legame diretto con i gruppi consiliari e senza obbedire a logiche di appartenenza politica.
Ha ricostruito le tappe della vicenda, tra ricorsi e accelerazioni, sottolineando come la settimana trascorsa abbia posto con forza il tema della partecipazione dei cittadini alle decisioni dell’amministrazione.

Claudio Bongiovanni ha parlato di una mobilitazione significativa, testimoniata anche dalle oltre 450 firme raccolte in due ore e dalla presenza costante dei cittadini in piazza, tra cui alcune persone giunte da Torino per sostenere la causa. Ha ricordato che, pur non essendo stata concessa la sospensiva cautelare, il Consiglio di Stato ha invitato tutte le parti a moderare i comportamenti. "Abbiamo chiesto e ottenuto un comunicato ufficiale che conferma il blocco del cantiere fino alla sentenza", ha dichiarato, aggiungendo che la decisione prevista per il 5 marzo sarà definitiva e dovrà essere rispettata.
Giancarlo Boselli ha espresso soddisfazione per la sospensione dei lavori, ma ha criticato duramente l’operato dell’amministrazione, parlando di un tentativo di accelerazione prima della sentenza. "Se gli alberi fossero stati abbattuti – ha affermato – la causa del contendere sarebbe venuta meno". Ha poi sostenuto che lo stop è stato reso possibile dalla mobilitazione dei cittadini, "veri protagonisti della giornata".

Franco Civallero ha ringraziato il pubblico per l’impegno e la partecipazione, sottolineando come la mobilitazione sia stata fondamentale e auspicando che la decisione finale possa dare ragione a chi si oppone all’abbattimento. Da parte sua nessuna volontà di arrendersi, anzi. Si è detto pronto ad incatenarsi agli alberi.

Mavy Civallero ha aggiunto e concluso che la sospensione rappresenta un atto dovuto e non una concessione.
L’assessore Luca Pellegrino, più volte chiamato in causa durante gli interventi, ha infine spiegato di essersi recato personalmente sul posto fin dalle prime ore del mattino per ascoltare i cittadini. Ha precisato chein piazza non verranno aggiunte nuove opere né rimosse quelle già installate, in attesa della decisione definitiva. Il prossimo 5 marzo.





