Nato tra le polemiche e cresciuto in un clima di costante tensione, il progetto di restyling di Piazza Europa a Cuneo aggiunge ora un nuovo capitolo alla sua storia travagliata. E lo fa con un atto amministrativo che, più che tecnico, appare profondamente politico.
Dopo il rinvio forzato di lunedì 23 febbraio dell’abbattimento dei dieci cedri dell’Atlante, alberi secolari diventati simbolo della protesta, il Comune ha pubblicato oggi, mercoledì 25 febbraio, una determina datata 20 febbraio con cui dispone l’installazione di un impianto di videosorveglianza a servizio del cantiere. Un intervento non obbligatorio per legge, motivato ufficialmente con la necessità di “miglior gestione dei lavori”, ma che arriva in un momento in cui la tensione attorno alla piazza è tutt’altro che sopita.

Come tutti ormai sanno, la riqualificazione di Piazza Europa rientra nel “Progetto Periferie”, finanziato con fondi statali per un importo complessivo di 3,85 milioni di euro. L’iter parte nell’agosto 2021 con l’affidamento dell’incarico a un raggruppamento di studi torinesi. Il progetto viene poi modificato nel 2024 limitatamente alla parte superficiale, approvato in fase di fattibilità nell’agosto 2024 e in fase esecutiva nel marzo 2025.
Nell’ottobre 2025 i lavori vengono aggiudicati, tramite gara pubblica, alla S.A.M. Costruzioni di Cherasco per 2,22 milioni di euro, oltre IVA e oneri di sicurezza.
Il punto più controverso del progetto resta l’abbattimento dei dieci cedri, previsto per ridisegnare la piazza senza scavi invasivi e creare nuovi spazi pedonali, aree di socialità e 48 nuovi alberi. Una scelta che ha diviso la città.

Il 22 gennaio 2026 il TAR Piemonte ha dichiarato inammissibile il ricorso delle associazioni ambientaliste contro la delibera di Giunta n. 88/2025, confermando di fatto il via libera al taglio.
Nonostante questo, la mobilitazione non si è fermata. Presidi permanenti, circa 9.000 firme raccolte e una crescente pressione pubblica hanno accompagnato le ultime settimane.
Il 19 febbraio è stato affidato il subappalto per l’abbattimento alla ditta Giordanengo Legnami di Robilante.
Il 23 febbraio, però, tra proteste con centinaia di cittadini, recinzioni parzialmente smantellate e un Consiglio comunale dai toni accesi, la sindaca Patrizia Manassero ha annunciato la sospensione dei lavori fino al 5 marzo.
In quella data è attesa l’udienza del Consiglio di Stato sull’appello presentato dalle associazioni, con richiesta di sospensiva cautelare. Una sospensiva d’urgenza è già stata respinta, ma il Comune ha scelto di attendere la pronuncia per evitare ulteriori strappi.

È in questo clima che si inserisce la determina n. 307 del 20 febbraio 2026 del Settore Lavori Pubblici. Il provvedimento autorizza l’acquisto diretto di un impianto di videosorveglianza per il cantiere di Piazza Europa, affidato alla ditta IN.RE.TE. S.r.l. di Tarantasca. L’importo è di 30.556 euro più IVA al 10%, per un totale di 33.611,60 euro.
L’affidamento avviene senza gara pubblica, tramite procedura diretta consentita dall’articolo 50 del Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023), trattandosi di un importo sotto soglia.
Formalmente, come sottolineato nella determina, l’impianto di videosorveglianza serve a garantire una migliore gestione del cantiere. Nella sostanza, la sua installazione, ribadiamo non imposta da alcuna norma, arriva mentre la città discute animatamente del destino dei cedri e mentre il cantiere è congelato in attesa di una decisione giudiziaria.
Il dato oggettivo è che, prima ancora di sapere se e quando le motoseghe entreranno in azione, il Comune ha ritenuto necessario dotare l’area di telecamere per oltre 33 mila euro.
Segno che il clima attorno a Piazza Europa resta teso. E che la partita, amministrativa e simbolica, è tutt’altro che chiusa.





