Non più tardi della scorsa settimana aveva perso il primato di uomo più ricco d’Italia, il noto imprenditore albese Giovanni Ferrero, sorpassato dal fondatore della società di software e dati finanziari Ion Group, Andrea Pignataro. Ma la rimonta non ha tardato ad arrivare: pochi giorni dopo "Forbes" ha aggiornato la sua classifica e riposizionato il presidente della multinazionale dolciaria sulla piazza di italiano più abbiente, con un patrimonio di 48,6 miliardi di dollari: 5,8 in più rispetto a Pignataro.
Una crescita patrimoniale talmente rapida e un cambiamento tra i vertici dell’esclusiva graduatoria così repentino da far pensare alle montagne russe.
Nel 2021 avevamo già assistito a un evento simile: il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, poi scomparso l’anno dopo, aveva superato l’erede di Michele Ferrero, portandosi in testa alla classifica, ma soltanto per pochi giorni, prima di essere scalzato dal "re dei Paperoni", che aveva prontamente reclamato il trono.
Quest'anno ci ha provato Pignataro, definito "il Bloomberg italiano", che spera di pareggiare il Bloomerg originale nel 2030, come ha dichiarato in un'intervista al "Sole 24 Ore" nel 2023, con una strategia competitiva a lungo termine.
A Ferrero mancavano soltanto pochi giorni per raggiungere e superare l'"usurpatore" tech, grazie all'acquisizione del business dei cereali di Kellogg in Nord America per 3,1 miliardi di dollari e al lancio di nuovi prodotti quali i surgelati da forno.
Così l'imprenditore albese si piazza al 37° posto tra le persone più ricche del mondo e al 5° nella competizione europea.
Che sia l'inizio di un testa a testa tra questi due big dell’economia di casa nostra? Lo scopriremo presto sulle pagine della nota rivista finanziaria. Potrebbe bastare una settimana per rimescolare le carte.





