Al Direttore - 27 febbraio 2026, 18:51

Cedri di piazza Europa a Cuneo, AVS e Possibile: "Il rinvio è solo un respiro, rimettere in discussione l'abbattimento dei cedri"

Le liste di opposizione accolgono la sospensione fino al 5 marzo ma criticano duramente la gestione della questione. "La modernità non sia distruttiva: gli alberi danno ossigeno, ombra e storia alla città"

I cedri di Piazza Europa, immagine di repertorio

I cedri di Piazza Europa, immagine di repertorio

Riceviamo e pubblichiamo:

"Alleanza Verdi e Sinistra di Cuneo e Possibile Cuneo hanno accolto con momentaneo sollievo la decisione da parte della Giunta della città di rinviare al 5 marzo l’abbattimento dei dieci cedri dell’Atlante di Piazza Europa, cioè al giorno in cui verrà emessa la sentenza definitiva in merito da parte del Consiglio di Stato. Ciò non toglie, tuttavia, che per come è stata gestita nel tempo la questione di Piazza Europa nel suo complesso, proviamo una grande delusione.

 

Per motivare la nostra posizione è utile ripercorrere la storia che ci ha portato alla situazione odierna. Nell’ormai lontano 2016 il Comune decise di partecipare al Bando Periferie Nazionale con un progetto che prevedeva anche la costruzione di un parcheggio sotterraneo in Piazza Europa. Cuneo riuscì a rientrare tra i beneficiari delle risorse, nonostante il Bando Periferie fosse destinato ad attenuare il degrado architettonico e sociale delle periferie urbane.

 

Fortunatamente l’asta per la costruzione del parcheggio andò deserta, facendo tramontare un progetto che non avrebbe portato alcun beneficio alla comunità, ai cittadini. Al contrario, avrebbe contribuito a portare più auto nel centro cittadino già congestionato dal traffico e nessun passo in avanti nella riduzione dell’inquinamento.  

 

Abbandonato il progetto del parcheggio, non è tramontata l’idea di una riqualificazione della piazza che però, per come pensata, avrebbe portato all’abbattimento dei dieci cedri.

 

Ci dispiace constatare come i tentativi di mediazione non abbiano sortito alcun effetto su questa decisione, nonostante le associazioni ambientaliste che si sono attivate per la salvaguardia di questi alberi abbiano raccolto 9.000 firme di cittadine e cittadini, e la disponibilità a valutare un diverso progetto per la piazza che permettesse la loro salvaguardia, con conseguenti benefici ambientali e paesaggistici, oltre alla preservazione di un pezzo di storia della città.  

 

E dispiace come si sia preferito trovare giustificazioni sempre diverse (come il presunto cattivo stato di salute dei cedri, poi smentito da agronomi e botanici interpellati) per evitare quello che sarebbe stato un atto dovuto alla cittadinanza: un confronto aperto, senza prese di posizione preconcette e la disponibilità a mettersi in discussione.

 

E dopo tante discussioni in Consiglio comunale, interpellanze dell’opposizione, manifestazioni di piazza e ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, siamo arrivati a pochi giorni fa, quando abbiamo assistito alla cantierizzazione nottetempo della zona, in vista dell’abbattimento dei cedri.

 

Grazie alla protesta dei tanti cittadini che, insieme alle associazioni ambientaliste e alle liste di opposizione di cui facciamo parte, si sono riversati nella piazza, si è arrivati ad un ripensamento della Giunta che ha deciso di aspettare fino al 5 marzo e attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato.

 

Chiediamo alla Giunta di non utilizzare questo tempo come mero spazio di attesa ma di rimettere in discussione questa decisione. Si è parlato di modernizzazione della piazza, ma la modernità non deve essere mitizzata. Quando non è portatrice di un miglioramento della qualità della vita delle persone, degli animali e dell’ambiente circostante, diventa distruttiva, non sinonimo di progresso.

 

I cedri danno ossigeno, assorbono lo smog causato dalle automobili di passaggio nel principale asse viario cittadino, creano un’ombra salvifica durante i mesi caldi che, ahinoi, diventano sempre più caldi. Migliorano esteticamente un paesaggio altrimenti incolore, e storicamente rappresentano qualcosa di importante, anche affettivamente, per molti cittadini. Non a caso, la maggior parte delle persone che protestano contro il provvedimento di abbattimento dei cedri sono pensionati, cioè persone che, nella loro infanzia, hanno visto mettere a dimora i dieci cedri.

 

Mettere a dimora piccoli abeti e altri alberelli al posto dei cedri rischierebbe di creare un altro Parco Parri dove in estate, se sono molto apprezzabili e molto frequentate le aree di intrattenimento e dei giochi per i bimbi e per gli adolescenti, non si può dire altrettanto per il cittadino che desiderasse godere di una sana lettura ristoratrice all’ombra di un albero per difendersi dalla calura estiva: sarebbe impossibile.

 

La questione di Piazza Europa e dei Cedri rischia di diventare una buia pagina per la politica di Cuneo. Ma oggi i cedri ci sono ancora, si può ancora tornare indietro. Per il bene della città, per il benessere delle persone che la vivono, per un futuro di progresso e non di modernità a tutti i costi.  

 

 

AVS, Federazione di Sinistra italiana Cuneo e Cuneo Possibile"

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