Dal Comune di Paesana a Roma in Senato. La storia di Chiaffredo Bergia, uno degli eroi più decorati dell’Arma dei Carabinieri, è tornata sotto i riflettori martedì 24 febbraio nella Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama, in occasione della presentazione del volume ‘Il giovane Chiaffredo Bergia’ (Edizioni Carta Bianca), firmato dai sottufficiali Nicola Cotti e Stefano De Carolis.

L’iniziativa, promossa dal Senatore Filippo Melchiorre, ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali e dell’Arma, oltre a una delegazione giunta da Paesana guidata dal sindaco Emanuele Vaudano e dal vicesindaco Marco Margaria con Paolo Cotti papà di Nicola, la sorella Martina Cotti e la moglie Delfina Antonelli.

L’idea di scrivere un libro nasce da Stefano De Carolis, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri specializzato nella Tutela del Patrimonio Culturale Nazionale presso il Mi-BACT di Roma, e dal collega Nicola Cotti, comandante della Stazione Carabinieri Torino deo quartiere Pozzo Strada originario di Paesana. “Nel mio paese – spiega Cotti - esiste una via dedicata a Chiaffredo Bergia, ma pochi conoscevano davvero la sua storia. Anche io, prima di approfondire, conoscevo solo il nome. Mi sono reso conto che avevamo un eroe nato e cresciuto a Paesana, ma la sua memoria rischiava di restare superficiale. Da qui è nata la volontà di raccontarlo".
Chiaffredo Bergia nacque il 1° gennaio 1840 a Paesana, primo di undici fratelli, figlio di contadini e genitori illetterati. "Era un ragazzo di umilissime origini – ha spiegato Cotti – che a 14-15 anni attraversò le Alpi per lavorare in Francia. Poi tornò e nel dicembre 1860 si arruolò nei Carabinieri Reali. Partendo da carabiniere semplice arrivò fino al grado di capitano esclusivamente per meriti di servizio".
Bergia divenne uno dei protagonisti del contrasto al brigantaggio nell’Italia centro-meridionale tra il 1860 e il 1870, ottenendo una medaglia d’oro, due d’argento e una di bronzo. “Ma non vogliamo raccontare solo l’eroe militare – ha aggiunto Cotti – bensì l’uomo, il padre di famiglia, il Carabiniere che spesso devolveva in beneficenza le somme percepite per la cattura dei latitanti. Un esempio di legalità e senso dello Stato che può parlare ancora ai giovani”.
Stefano De Carolis ha inquadrato storicamente la figura di Bergia, soffermandosi sulla Legge Pica del 1863. “Dopo l’Unità d’Italia il brigantaggio rappresentava una vera emergenza sociale nelle regioni meridionali. La Legge Pica fu una normativa straordinaria introdotta per fronteggiare quella situazione. Non colpiva soltanto i briganti, ma anche altre forme di criminalità organizzata”.
In quel contesto Bergia coordinò le cosiddette ‘squadriglie volanti’, composte non solo da Carabinieri e militari, ma anche da conoscitori del territorio come pastori e guardaboschi. “Fu un’azione organizzata ed efficace che contribuì in modo determinante al ripristino della legalità. Le ricerche archivistiche condotte a Bari hanno inoltre riportato alla luce documenti inediti relativi alla morte di Bergia nel 1892 e alle solenni esequie che coinvolsero l’intera città. Nel 1914, in occasione del primo centenario dell’Arma, fu inaugurato nel cimitero monumentale di Bari un monumento bronzeo in suo onore, tuttora esistente”.
Emanuele Vaudano, sindaco di Paesana, è intervenuto all’incontro con parole cariche di emozione: “È una grande emozione e un onore essere qui, soprattutto come Comune e come paesanese. Per un piccolo paese lontano dai grandi centri, avere questa possibilità è motivo di gratitudine. Ringrazio Nicola Cotti e Stefano De Carolis per il lavoro straordinario che hanno fatto”.

Il sindaco Vaudano, nel suo intervento, ha ammesso che prima dell’avvio del progetto, anche lui conoscesse solo parzialmente la figura di Bergia deceduto nel 1892 a 52 anni: “È vero, a Paesana abbiamo una via, la caserma e altri luoghi pubblici intitolati a lui, ma il ricordo, con il passare del tempo, rischia di affievolirsi. Quando sono stato contattato per questo libro, mi sono reso conto che anche io conoscevo poco la sua storia. Il loro lavoro di ricerca, ricco di dettagli e approfondimenti, ha permesso di restituire al nostro paese la memoria di una figura di rilievo nazionale”.
Un recupero importante non solo per la memoria locale ma per l’identità collettiva. “Questo libro – ha aggiunto Vaudano – ci consente di riportare in luce una persona che, partendo da umili origini, è riuscita a rendere un grande servizio allo Stato. È giusto che Paesana lo ricordi e lo onori per l’impegno e la passione che ha messo nella sua attività”.
Il Comune di Paesana ha concesso il patrocinio all’opera e ha già acquistato copie del volume da distribuire ai giovani del paese. Inoltre, è in programma per il mese di giugno un evento commemorativo a Paesana per dare ulteriore lustro alla figura del capitano Bergia. “Speriamo – ha concluso il sindaco – che possiate venire a visitare il nostro paese. È un piccolo comune, ma capace di esprimere grandi figure”.
Il volume unisce memoria storica e impegno sociale: parte dei proventi sarà devoluta all’ONAOMAC, l’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri.
L’opera che non è solo un libro, ma un ponte tra passato e presente, tra un piccolo paese alpino e la storia nazionale. E che, come auspicato dal sindaco Vaudano, continuerà a vivere anche a Paesana, attraverso nuove iniziative dedicate a uno dei suoi figli più illustri.








