Chissà se quel gruppo di amici che diede vita a Radio Alba nel 1976 avrebbe mai immaginato che saremmo stati qui, cinquant’anni dopo, a parlarne come di qualcosa di ancora estremamente vivo e vivace, di un punto di riferimento per l’informazione e la musica sul nostro territorio.
Sicuramente la visione non difettava a quei ragazzi perché fin da subito capirono che Radio Alba doveva strutturarsi come una piccola azienda più che un gruppo di amici che coltivano una passione.
Una visione che rimane oggi e che ha permesso alla nostra emittente di arrivare a spegnere 50 candeline con la mentalità di una azienda-famiglia proseguita con l’attuale editore e direttore Claudio Rosso.
Sono entrato a Radio Alba per la prima volta nel 2016 per una breve “pillola” dedicata alle notizie di Gazzetta d’Alba, giornale per cui lavoravo allora, chiamato da Dieghito.
Era un periodo di passaggio dalla gestione di Alberto Levi, finita con la scomparsa nel 2012, a Claudio Rosso, con a traghettare Antonella Levi. Di Radio Alba quasi non si sentiva più parlare, era il periodo più difficile per le radio, gli anni in cui tante si persero per strada.
Non fu così per Radio Alba perché con Claudio Rosso tornarono a esserci una visione imprenditoriale e una spinta al rilancio che passava anche da una informazione più puntuale e dall’apertura degli studi alla cittadinanza.
Nei momenti di crisi l’imprenditore vero che fa impresa, sa che bisogna rilanciare, gettare il cuore oltre l’ostacolo e così ha fatto Claudio Rosso inserendo il sottoscritto in pianta stabile in radio e allargando notevolmente la platea di collaborazioni per arricchire il palinsesto settimanale.
Sono così nati numerosi nuovi programmi, per tutte le fasce d’età e tutti i gusti musicali per una radio che è diventata la voce di tutto il territorio, uno spazio libero, aperto, accogliente, ma comunque sempre professionale e affidabile.
La costante è stato, dietro al microfono, Dieghito, un vero fuoriclasse tra gli speaker, 27 anni on air, una vita intera. Dieghito è il collante tra il passato, il presente e il futuro, come lo sono, a livello aziendale il commerciale Silvio Malena e l’amministrativa Roberta Malinverni, le anime meno in vista della nostra radio, ma non meno importanti.
Poi il passaggio generazionale, particolarmente azzeccato, da Wally a Caterina Pacchiotti, le tante collaborazioni che hanno consentito di coprire la programmazione dalle 7 del mattino alle 20, il ritorno di Simona Giordano, ora in veste anche di commerciale.
Tutti hanno dato il loro, grande, contributo per arrivare fino a qui, attraverso mille stagioni, mille crisi della radiofonia, superando cambiamenti, affrontando rivoluzioni, dall’avvento della Tv che, nel 1979, i The Baggles pronosticarono avrebbe ucciso la radio con “Video Killed the radio star”, a internet, allo streaming, i social, il Dab, il podcast.
Ogni volta si è cantato il “De profundis” per le radio che ogni volta, come la fenice, sono rinate dalle ceneri più forti di prima.
Così è la nostra radio, una fenice che rinasce sempre, più forte di tutto, una voce amica che accompagna, che ascolta, che consiglia, che fa riflettere entrando ogni giorno nelle case di albesi e braidesi, di langhetti e roerini e con lo streaming nei device di tutto il Mondo.
E allora tanti auguri alla nostra amata Radio Alba, che questi primi 50 anni rappresentino solo le prime pagine di una lunga storia destinata a continuare.
Buon Compleanno!





