Al Direttore - 02 marzo 2026, 12:16

"Ho pagato per la mia infrazione. Ora la Prefettura mi restituisca il permesso di guida"

Un lettore lamenta mancanze da parte dell’ufficio che dovrebbe autorizzarlo a rimettersi al volante: "Ho accettato le conseguenze previste dalla legge e le ho scontate. Una sanzione non può trasformarsi in una persecuzione amministrativa"

"Ho pagato per la mia infrazione. Ora la Prefettura mi restituisca il permesso di guida"

Riceviamo e pubblichiamo.

***

Gentile direttrice,

scrivo al vostro giornale perché quanto mi sta accadendo non è soltanto una vicenda personale, ma un caso emblematico di disfunzione amministrativa che merita attenzione pubblica.

Sì, è vero: ho commesso un’infrazione al Codice della Strada (art 186 del Cds, guida in stato di ebrezza con tasso alcolemico 0,8 / limite 0,5). Ne riconosco pienamente la gravità. Ho accettato le conseguenze previste dalla legge e le ho scontate. Non ho mai cercato privilegi né scorciatoie. Ho seguito scrupolosamente l’iter previsto per rimediare, adempiendo a ogni obbligo richiesto.

Ma una sanzione non può trasformarsi in una persecuzione amministrativa.

Dal 19 febbraio sono vittima di un’ostinata inerzia da parte della Prefettura di Cuneo, che inizialmente ha rifiutato di applicare una norma chiarissima del Codice della Strada (art. 119, comma 5). Sono in possesso di un certificato di idoneità medica rilasciato da RFI, ente che per legge sostituisce la Commissione Medica Locale. Eppure la mia pratica è stata bloccata.

La circostanza più grave è che ho dovuto spiegare io stesso ai funzionari dell’Ufficio Patenti della Prefettura – che di tali norme dovrebbero occuparsi quotidianamente – quali articoli del Codice della Strada fossero correttamente applicabili al mio caso. In prima battuta, infatti, hanno sostenuto verbalmente un rifiuto fondato sull’applicazione di un articolo errato del Codice.

Tutto ciò è avvenuto senza mai rilasciare alcun provvedimento scritto, senza alcuna motivazione formale e senza mai rispondere alle mie Pec. Solo dinieghi verbali, privi di trasparenza e di assunzione di responsabilità.

La situazione ha assunto contorni paradossali:

  1. Il corto circuito istituzionale. La Motorizzazione Civile ha accettato senza riserve il mio certificato RFI e mi ha confermato per iscritto di essere pronta a procedere. L’unico documento necessario è il foglio di guida provvisorio che deve essere rilasciato dalla Prefettura.
  2. Il rifiuto arbitrario. Pur avendo infine ammesso di dover trasmettere i dati, la Prefettura continua a rifiutarsi di rilasciare il foglio provvisorio. La motivazione ricevuta allo sportello è stata: “Il dirigente non vuole rilasciarlo”. Nessuna base normativa indicata. Nessun atto scritto. Nessuna risposta ufficiale.
  3. Il danno concreto. Sto perdendo giornate di lavoro e subendo un danno economico significativo. La mia attività professionale è paralizzata. È inaccettabile che, dopo aver pagato per il mio errore e aver rispettato tutte le procedure per rimediare, io venga ulteriormente ostacolato da decisioni discrezionali prive di motivazione formale.

La Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, deve agire secondo principi di buon andamento e imparzialità. Quando un ufficio pubblico rifiuta verbalmente di applicare la legge, non risponde alle comunicazioni ufficiali e non formalizza i propri dinieghi, questi principi vengono gravemente compromessi.

Ho sbagliato. Ho pagato. Ho rimediato. Ora chiedo soltanto che la legge venga applicata correttamente e che i miei diritti di cittadino e lavoratore vengano rispettati.

Ho già informato il Prefetto e il Difensore Civico Regionale. Ritengo tuttavia che l’opinione pubblica debba essere messa a conoscenza di come un atteggiamento amministrativo opaco e arbitrario possa incidere così pesantemente sulla vita di una persona.

Chiedo trasparenza, motivazioni scritte e rispetto delle norme. Nulla di più. Ma certamente nulla di meno.

Lettera firmata

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU