Attualità - 02 marzo 2026, 12:53

Le bandiere tornano a sventolare dal balcone del liceo Peano Pellico di Cuneo [FOTO E VIDEO]

Un momento simbolico, che segna un giorno storico per l'istituto, dopo i lunghi lavori che lo hanno interessato, finanziati dal PNRR

Non il classico taglio del nastro, ma il ritorno delle bandiere dell'Italia, dell'Europa e della Regione sulla facciata del liceo Peano Pellico di Cuneo, issate sui pennoni nella mattinata di inaugurazione e festa per la fine dei lavori che hanno interessato una delle maniche dell'edificio. 

Una giornata storica, come l'ha definita il dirigente Alessandro Parola, che ha voluti ripercorrere il percorso che ha portato alla giornata di oggi 2 marzo. Partendo dalla posa della prima pietra, il 20 maggio del 1939. Fu Benito Mussolini ad appoggiarla, simbolicamente. I lavori presero il via il 4 luglio e terminarono il 20 marzo del 1942. Costarono 3,2 milioni di lire. L'inaugurazione avvenne il 15 luglio del 1943, in piena guerra. 

Oggi, 2 marzo 2026, una nuova inaugurazione. Un momento importantissimo per la città di Cuneo, atteso da molto tempo e possibile grazie al Pnnr. 

Con il dirigente Parola, il presidente della Provincia Luca Robaldo, assieme al dirigente del settore Fabrizio Freni e agli architetti dell'Ufficio tecnico dell'Ente. C'era la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, assieme all'assessora alla Scuola Paola Olivero. Ancora, il dirigente scolastico provinciale, dottor Umberto Pelassa  il senatore Giorgio Maria Bergesio con l'onorevole Chiara Gribaudo, l'assessore regionale Marco gallo assieme ai consiglieri Giulia Marro e Mauro Calderoni, il presidente della Fondazione CRC Mauro Gola, il consigliere provinciale Vincenzo Pellegrino e i dirigenti scolastici del De Amicis Carlo Garavagno, dell'Itis di Cuneo Ivan Re e del Grandis Milva Rinaudo. 

"La scuola ha tra le sue peculiarità quella dell’avvicendamento delle generazioni – è stato sottolineato da Parola – e la nostra responsabilità è quella di guidare i giovani a trovare il loro posto nel mondo, prima di passare loro il testimone. Tutto ciò che contribuisce a questo processo è prezioso".

Il significato dell’opera va oltre la semplice riqualificazione edilizia. Restituire una scuola rinnovata significa restituire dignità ai luoghi della formazione. 

"Ogni giorno, solo a Cuneo, circa 7.000 studenti frequentano gli istituti scolastici: garantire loro spazi sicuri, efficienti e accoglienti è una responsabilità fondamentale", ha sottolineato la sindaca.

L’intervento si inserisce nel più ampio piano di investimenti sull’edilizia scolastica, sostenuto anche con fondi del PNRR. Se negli anni Quaranta l’opera costò 3,2 milioni di lire, oggi l’investimento complessivo raggiunge circa 4 milioni di euro, di cui 3 milioni provenienti dal PNRR e il resto da altre linee di finanziamento, tra cui il GSE e il contributo della Fondazione CRC. Complessivamente, la Provincia ha messo in campo circa 100 milioni di euro per scuole e palestre del territorio.

Il dirigente Freni ha elencato i numerosi lavori che hanno interessato l'edificio: miglioramento sismico, il tetto di una porzione di edificio, pari a circa un terzo, muri interni trattato con fibre di carbonio, cappotto interno con materiale ignifugo, pavimenti, rifiniture, impianto elettrico, la rete dati, rispondendo alle esigenze della scuola, serramenti, controsoffitti, antisimici e antisfondellamento.  

"Stiamo utilizzando al meglio le risorse del PNRR – ha sottolineato Robaldo – e tanti progetti stanno diventando realtà. Ma non dobbiamo dimenticare le manutenzioni: il patrimonio scolastico ha bisogno di attenzione costante".

Questo il momento in cui Robaldo ha chiamato il presidente della Fondazione CRC Mauro Gola al tavolo dei relatori. La Fondazione ha infatti, con una donazione di 500 mila euro, a molti interventi, tra i quali anche i lavori di rifacimento degli spogliatoi e dei servizi igienici della palestra del Peano-Pellico. 

Mauro Gola ha ricordato i pilastri dell'azione della Fondazione CRC sul territorio e ha poi invitato gli studenti presenti ad avere cura di ciò che, con questi interventi, hanno ricevuto. Una cura che è anche rispetto per chi verrà dopo di loro.

Il momento culminante della mattinata è stato il simbolico taglio del nastro, con le bandiere italiana, europea e della Regione Piemonte issate sui pennoni, che sono tornate a sventolare sulla facciata dell'edificio. 

Un gesto che segna non solo la conclusione di un cantiere, ma il passaggio di testimone tra passato e futuro. Perché questa scuola, costruita in un tempo difficile, continua oggi a vivere e a trasformarsi, restando fedele alla sua missione più importante: accompagnare le nuove generazioni nel loro cammino.

Barbara Simonelli

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