"Non c'è panico, la vita continua". La metropoli globale di Dubai sembra ripartire. L’aeroporto internazionale tra i più trafficati al mondo, dopo 48 ore di stop, ha riaperto parzialmemte la sua attività ieri sera, lunedì 2 marzo, seppure con un numero limitato di collegamenti. Le Compagnie stanno contattando gli operatori di volo, a casa, dopo il fermo dello scalo.
Le scuole chiuse in seguito agli attacchi di sabato scorso per la rappresaglia iraniana a luoghi simboli della città, in risposta alle operazioni militari di Stati Uniti e Israele, riapriranno probabilmente domani.
Lo conferma al telefono dall'Emirato un giovane saluzzese Andrea Aimone, che vive e lavora qui dal 2020, da quando era stato bloccato per il lockdown.
Da quel momento vi è rimasto. "Sembra di vivere un po' la stessa situazione, con poco traffico in strada, molti negozi chiusi, ristoranti vuoti, la gente a casa, come suggerito dal Governo con messaggi arrivati sui telefonini che invitano alla prudenza, a stare tra le mura domestiche ed evitare gli spostamenti."
Ci sono però persone che hanno deciso di trasferirsi provvisoriamente in resort del deserto o di raggiungere l'Oman, racconta.
"Ma io sono tranquillo - afferma - resto a Dubai e rassicuro i miei genitori a Saluzzo".
Anche se nel mondo quel senso di sicurezza totale che caratterizza gli Emirati come "oasi felice" sembra abbia subito un duro colpo.
"C'è un forte contrasto tra lo stato d'animo dei turisti, tra cui migliaia di italiani in attesa di ripartire, che vivono con timore e sconcerto la situazione (oltre all'ansia per un rientro spezzettato e lungo anche fino a 40 ore) e l'atteggiamento della maggior parte dei residenti.
Chi vive qui da anni, come me, ha sviluppato una forte fiducia nelle istituzioni del Paese che ha investito tanto nella sicurezza. Siamo tranquilli davanti ai sistemi di difesa aerea, allo scudo che ha intercettato i missili e i droni diretti alla base americana di Abu Dhabi. Anche se i detriti hanno colpito il Fairmont Hotel sulla Palma, due terminal dell'aeroporto di Dubai e il Burj Al Arab, la Vela, causando incendi e alcuni feriti. Sul quadro della situazione ci atteniamo alle informazioni che ci vengono date.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha affermato che finora l'Iran ha lanciato sul territorio emiratino 186 missili e 812 droni. Di questi missili, secondo la stessa fonte, 172 sono stati distrutti, 13 dei quali in mare, mentre un missile è atterrato sul territorio nazionale. In tutto 812 droni iraniani sono stati monitorati, di cui 755 sono stati intercettati".
A un paio di km dall'abitazione del giovane saluzzese si è verificata una forte esplosione e anche oggi si continuano a sentire detonazioni a intervalli regolari.
"Sabato mattina ero fuori casa a un meeting con un cliente, quando abbiamo udito una forte esplosione. Ma non ci siamo allarmati, perchè abbiamo pensato al cannone del Ramadan, una tradizione primaria a Dubai, che spara ogni giorno durante il mese di digiuno musulmano, come avviene in questo periodo".

Andrea, 28 anni, ha creato a Dubai due società. La "Dolce Vita holding" che si occupa di assistenza dedicata negli hotel di lusso e nel settore turistico, gestisce le esigenze degli ospiti di aziende multinazionali e si occupa di eventi di rilievo, tra i quali la Fashion Week. "Un ponte operativo tra l’Italia e il Golfo", lo definisce.
In parallelo opera con la Domus Contracting che si occupa di progetti residenziali di alto livello, ristrutturazioni, allestimenti e arredi di ville e residenze di lusso, restauro e valorizzazione di edifici storici, culturali e religiosi. "Il mio obiettivo è portare l'eccellenza italiana oltre il confine nazionale".
"Speriamo non vengano coinvolti altri paesi in questa situazione - aggiunge -. C'è grande unione in tutti i paesi del Golfo e tutti seguono la stessa linea che al momento è difensiva".
Quale la conseguenza degli attacchi? "Dubai è una megalopoli in grande evoluzione, hub gobale del commercio, della logistica, della finanza, del turismo e anche della moda. La gente continua ad investire in questo emirato che è uno snodo tra Europa, Asia e Africa e che ha sempre garantito neutralità e sicurezza.
Certamente questa situazione avrà conseguenze molto negative economicamente. Si parla di crollo nei mesi prossimi, sicuramente nel settore turismo, legato al trasporto aereo che ha visto la sospensione ( ora in via di riattivazione) dei collegamenti di giganti come Emirates e Etihad e dei vettori internazionali che operano sullo scalo, che entro il 2030 si posizionerà come il più grande del mondo".





