Egregio direttore,
la Regione Piemonte se ne rende conto: l’ente Unione montana è una realtà operante e può avere un ruolo funzionale. L’ultimo compito operativo che le è stato affidato è la gestione dei beni comunali gravati da usi civici. Ciò malgrado le Unioni, allo stato attuale, non sono in grado di assumere questa nuova incombenza, perché gravate da carenza di personale, dalla impossibilità di provvedere ad assunzioni e dalla difficoltà di utilizzare la prestazione dei dipendenti dei vari Comuni di appartenenza. Ciò determina un appello alla Regione affinché fornisca quanto prima risorse necessarie per garantire il loro futuro funzionale. Tutto ciò per poter essere di auspicabile supporto ai Comuni, anche stante l’attuale impossibilità di beneficiare degli interventi da parte di un ente Provincia ancora depotenziato.
Le forze politiche di maggioranza ed opposizione devono ben conoscere e risolvere il peso degli oneri stabili delle Unioni (personale, opere di manutenzione), ed altresì non possono non considerare altri pressanti problemi. Cominciamo dalla continuità territoriale e stradale, continuità che permette la efficiente gestione di servizi pubblici come scuola-bus e polizia locale. Da qui la ragionevole necessità di riprendere come base il territorio delle ex Comunità montane. Una Unione montana ben ristrutturata può fornire migliori e più completi servizi ai Comuni associati anche mediante la Centrale Unica di Committenza, i fondi ATO, i canoni BIM e ora, la gestione degli usi civici.
Inoltre, seppure di minor rilievo, non si può non tenere conto che le sedi delle Unioni sono collocate presso Comuni ospitanti, con il conseguente pagamento degli affitti. Parimenti va considerata l’opportunità di predisporre una indennità a favore degli amministratori dei vari Comuni associati, i quali prestano attività supplementare presso le sedi delle Unioni.
Un’ultima considerazione è da valutare: il tentativo di risparmiare risorse finanziarie destinate agli enti locali concorre in realtà alla desertificazione della montagna, alla decrescita economica, all’indebolimento dell’intero territorio.
Rivolgo un messaggio costruttivo alla Regione Piemonte, in convinto intento di collaborazione: ben vengano nuove competenze che valorizzino le Unioni montane, ma senza adeguate razionali risorse finanziarie, anche le già esistenti leggi di sostegno (vedi quella del 2009 sugli usi civici) rimangono inattuabili.
Distintamente.
Guido Giordana (presidente Unione Alpi del Mare)





