Abbiamo incontrato Paolo Giraudo, sindaco di Roccavione e imprenditore, per parlare di chi ogni giorno tiene accese botteghe, laboratori e piccoli negozi. Nell’intervista va dritto al punto: senza regole stabili, burocrazia più leggera e tempi certi, le partite IVA smettono di investire e provano solo a resistere. Dal tema della liquidità alle azioni possibili di un Comune, fino al sostegno ai giovani che vogliono aprire, ecco le sue proposte concrete e subito applicabili e risultati misurabili.
Sindaco, qual è oggi il “problema numero uno” per le partite IVA?
La parola chiave è prevedibilità: regole chiare e stabili, adempimenti proporzionati, tempi certi. Quando la norma cambia di continuo e la complessità divora ore, l’imprenditore smette di investire e pensa solo a resistere.
Lei è anche imprenditore: cosa cambia quando chi amministra ha quella prospettiva?
Cambia il metro: ogni decisione va misurata in tempo, liquidità e rischio. La domanda è concreta: rende più facile lavorare, assumere, crescere? Se no, va corretta. E una micro-attività non può reggere il carico di un’azienda strutturata.
Dove servono interventi urgenti a livello nazionale?
Tre fronti: burocrazia, fisco, costo del lavoro. Semplificazione vera e principio “una volta sola” per i dati alla PA. Sul fisco: stabilità e interpretazioni uniformi. Sul lavoro: rendere meno oneroso assumere, soprattutto all’inizio.
Tra tasse, liquidità e credito, qual è l’emergenza quotidiana?
La liquidità. Pagamenti lenti e costi fissi non aspettano. Servono tempi certi, credito più rapido e strumenti agili (microcredito, garanzie, linee legate a fatture), con regole trasparenti.
Il lavoro autonomo è spesso solitario: cosa possono fare le istituzioni?
Punti di accesso semplici: sportelli, incontri periodici, canali diretti. E trasformare i problemi ricorrenti in proposte da portare ai tavoli dove le norme si scrivono, con metodo e dati.
E un Comune, concretamente, su cosa può incidere?
Su tempi e procedure: percorsi autorizzativi chiari, meno rimbalzi tra uffici, guide operative, risposte con scadenze definite. E una segnalazione strutturata verso i livelli superiori di ciò che non funziona.
Giovani e impresa: cosa serve per far nascere nuove partite IVA senza retorica?
Verità e accompagnamento: tutoraggio, formazione pratica, reti, servizi e semplificazioni reali nei primi anni. Un territorio che funziona, con tempi rapidi e regole chiare, aiuta le imprese a durare.
Se potesse portare domani una proposta “bandiera” a Roma?
Un piano misurabile di riduzione della complessità: taglio degli adempimenti duplicati, interoperabilità dei sistemi, modulistica unica e proporzionalità per le micro attività.
Un’azione concreta realizzata nel suo Comune?
Supportando il comitato Incontri in Vetrina abbiamo contribuito a far riaprire diverse attività chiuse da anni: lavoro, servizi e vitalità per tutto il paese.
Un messaggio finale alle partite IVA che si sentono schiacciate?
Non siete un capitolo marginale: siete una parte essenziale del Paese. Le istituzioni devono tornare alleate con soluzioni pratiche: tempi certi, regole comprensibili, procedure più leggere. Io mi impegno a fare la mia parte, portando problemi e proposte dove si decide.





