Attualità - 05 marzo 2026, 17:52

C'è la sentenza sui cedri di piazza Europa a Cuneo: il Consiglio di Stato ferma l’abbattimento [FOTO E VIDEO]

Accolta la richiesta cautelare dei comitati: lavori sospesi in attesa del giudizio di merito. Le associazioni esultano

La soddisfazione in piazza Europa alla notizia della decisione con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso delle associazioni “Di Piazza in Piazza” e “Comitato SOS Cedri”

La soddisfazione in piazza Europa alla notizia della decisione con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso delle associazioni “Di Piazza in Piazza” e “Comitato SOS Cedri”

Il Consiglio di Stato accoglie l’istanza cautelare e blocca, almeno per ora, l’abbattimento dei dieci cedri di piazza Europa. La decisione è arrivata oggi, giovedì 5  marzo, al termine dell’udienza camerale chiamata a valutare il ricorso presentato dalle associazioni “Di Piazza in Piazza” e “Comitato SOS Cedri”.

Con l’ordinanza depositata pochi minuti fa, i giudici amministrativi hanno sospeso l’efficacia della sentenza del Tar Piemonte che, lo scorso 22 gennaio, aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro il progetto di riqualificazione della piazza. Di conseguenza, il Comune non potrà procedere con l’abbattimento dei cedri almeno fino alla decisione di merito della causa.

"Siamo venuti a conoscenza dell’Ordinanza del Consiglio di Stato e della sospensione imposta, in attesa dell’udienza pubblica sul merito del 25 giugno prossimo. Come già affermato, accogliamo ovviamente questa decisione e la assumiamo come occasione per avere altro tempo e nuove, ulteriori opportunità per riflettere e confrontarci". Queste le parole della sindaca Patrizia Manassero a seguito dell’ordinanza odierna del Consiglio di Stato.

In termini pratici, il cantiere resta fermo per quanto riguarda il taglio degli alberi.

Alla base della decisione del Consiglio di Stato c’è soprattutto la valutazione del cosiddetto periculum in mora, ovvero il rischio di un danno grave e irreparabile nel caso in cui l’intervento venisse eseguito prima della sentenza definitiva. 

Il Collegio sottolinea infatti che esiste “un pregiudizio grave ed irreparabile (…) identificabile nell’irreversibile abbattimento dei cedri”. In altre parole, se gli alberi venissero tagliati subito, il danno non potrebbe essere rimediato neppure nell’eventualità di una futura vittoria dei ricorrenti.

Per questo motivo i giudici hanno ritenuto necessario congelare la situazione attuale fino alla definizione del giudizio.

Nell’ordinanza compare anche un passaggio particolarmente significativo sul valore ambientale degli alberi. I cedri vengono definiti “creature viventi e testimoni di precedenti epoche storiche”, con un esplicito richiamo all’articolo 9 della Costituzione, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

La decisione rappresenta un passaggio importante in una vicenda che da mesi divide la città. Il progetto di riqualificazione promosso dal Comune prevede la rimozione dei dieci cedri presenti nella piazza da oltre settant’anni e la loro sostituzione con 48 nuove piante caducifoglie all’interno di un ridisegno complessivo dello spazio pubblico.

La mobilitazione dei comitati si era intensificata nelle ultime settimane, con presìdi organizzati a staffetta e una raccolta firme che ha superato le trecento adesioni, mentre in piazza erano comparsi i cartelli di divieto di sosta che facevano temere un intervento imminente.

Nel ricorso, le associazioni avevano sostenuto che l’abbattimento degli alberi avrebbe comportato un danno ambientale rilevante, sottolineando il ruolo dei cedri nella mitigazione climatica, nell’ombreggiatura dell’area e nell’assorbimento di anidride carbonica e polveri sottili. Secondo i ricorrenti, la sostituzione con nuove piante non sarebbe in grado di compensare nel breve periodo la perdita ecosistemica.

Il Consiglio di Stato ha quindi ritenuto opportuno sospendere l’intervento fino alla decisione definitiva sulla legittimità del progetto.

Per il momento, dunque, i cedri restano al loro posto. E la vicenda di piazza Europa continua.

Cesare Mandrile

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