Attualità - 06 marzo 2026, 06:12

Paolo Marolo presidente del Consorzio Grappa Piemonte e Barolo: “La sfida è valorizzare le nostre denominazioni nel mondo”

Il fondatore della storica distilleria albese racconta obiettivi e priorità del nuovo incarico: promozione internazionale, tutela della filiera e più attenzione al settore dei distillati

La distilleria Marolo di Alba

La distilleria Marolo di Alba

Il mondo della grappa piemontese apre una nuova fase con l’elezione di Paolo Marolo (nella foto sotto) alla presidenza del Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, l’organismo che riunisce 21 distillerie regionali e rappresenta il principale riferimento per la tutela delle denominazioni piemontesi.

Fondatore nel 1977 della Distilleria Marolo di Alba, Marolo è tra i protagonisti della rinascita della grappa artigianale italiana. Con la sua elezione raccoglie il testimone alla guida del Consorzio in una fase complessa per il comparto dei distillati, chiamato a confrontarsi con nuove sfide di mercato e di posizionamento internazionale.

Quali sono gli obiettivi principali che si pone all’inizio di questo mandato?
“Noi siamo una categoria molto piccola e, rispetto alle aziende agricole, siamo un po’ bistrattati sul tema dei fondi per gli investimenti e per le attività. Non abbiamo praticamente aiuti né dallo Stato né dalla Regione: tutto quello che dobbiamo fare dobbiamo farlo con le nostre forze”.

Quindi una delle priorità riguarda anche il riconoscimento del settore?
“Sì. Una delle prime cose che vorremmo fare è confrontarci con il mondo politico sulle OCM, per capire se si possa muovere qualcosa anche per il nostro comparto”.

Il mercato dei distillati non vive un momento semplice. Quale ruolo può avere il Consorzio?
“Il settore dei superalcolici è un po’ in crisi e la grappa, purtroppo, è un po’ la cenerentola di tutto questo mondo. Il nostro compito deve essere quello di valorizzare maggiormente le denominazioni di origine che rappresentiamo”.

Il nome stesso del Consorzio richiama due territori molto forti.
“Esatto. Il Consorzio si chiama Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo. Sono due denominazioni che nel mondo hanno un peso molto importante e dobbiamo metterle in evidenza quando partecipiamo a eventi pubblici, fiere e iniziative istituzionali.”

Questo significa lavorare anche sulla qualità della filiera?
“Certamente. Bisogna avere un controllo molto attento su tutta la filiera della produzione”.

La promozione internazionale sarà quindi centrale?
“La valorizzazione internazionale è qualcosa che non dobbiamo assolutamente mollare. È ciò che ci dà la possibilità di sopravvivere. Il mondo è ancora grande e in parte da conquistare”.

Su quali direttrici dovrà muoversi il Consorzio nei prossimi anni?
“Dovremo lavorare su due binari: da una parte il controllo della qualità e una maggiore ricercatezza dei prodotti, dall’altra l’immagine e la promozione”.

In questo senso avranno un ruolo importante anche gli eventi?
“Sì. Parteciperemo sempre di più agli eventi del settore. Ci sono appuntamenti importanti come quelli di Torino, le manifestazioni regionali e gli eventi dell’ANAG, l’Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa.”

Il Consorzio riunisce soprattutto realtà artigianali. È una ricchezza ma anche una sfida.
“Le aziende sono circa una ventina e quasi tutte di dimensione familiare, anche quelle più grandi. Per questo sarà importante riuscire a mettere insieme idee, visioni ed esperienze diverse”.

È un incarico appena iniziato: che sensazioni ha dopo i primi giorni da presidente?
“Faccio il presidente da due giorni. Le cose sono sempre molto belle quando uno dice cosa vorrebbe fare, ma realizzarle è un’altra cosa. Però bisogna provarci.”

Daniele Vaira

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